Il Tirreno

Chi comanda nel Pd? Volano gli stracci tra Tongiani e Nardi

Chi comanda nel Pd? Volano gli stracci tra Tongiani e Nardi

Il segretario comunale e la deputata divisi su tutto «La tessera te l’ha data la banda d’Affori». «No, la Boschi»

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MASSA. Secondo una buona parte dei militanti del Partito Democratico, Adriano Tongiani, segretario comunale di Massa e Martina Nardi, deputata parlamentare, non avrebbero dovuto partecipare allo scontro in tv, avvenuto la scorsa settimana su Antenna3, a Logos, perché così hanno dimostrato di essere rivali. Proprio quello di cui il Pd non ha bisogno. A dirlo sono stati tanti tesserati, nei corridoi della politica massese e sui social, scatenati dopo la diretta Tv, in cui i due se le sono dette di cotte e crude, senza risparmiarsi colpi.

Così, quello che è inevitabilmente emerso, è stata una profonda spaccatura all'interno del partito, dove chi dovrebbe lavorare insieme o non si saluta, o si insulta, oppure neanche si confronta, o si fa lo sgambetto e dove la politica nazionale non entra: la Nardi parla di cambiamento, di quel famoso 'cambio di passo' tanto amato dal segretario nazionale Matteo Renzi, cambio che però non c’è stato, a suo avviso, nel capoluogo apuano mentre il Pd, secondo lei, non è più quello “fondato” e rappresentato da Tongiani.

«Adesso c'è Renzi- dice la Nardi- che detta linee politiche inascoltate sul territorio massese. E di questo me ne dispiaccio». Stessa tessera per i due big della politica massese, soltanto che l'onorevole Nardi l'ha in tasca da poco, «dopo aver militato in tutt'altri partiti – rimarca senza pietà Tongiani – e dopo aver criticato il Pd fino all'ultimo momento». Dunque, secondo il segretario la Nardi è «per niente umile, troppo irriverente e irrispettosa». Se io fossi stata in lei - dice - entrando in un partito che non era il mio, «avrei chiesto permesso, lo avrei fatto in punta in piedi; l'onorevole, invece, ha pretese che non stanno in cielo né in terra».

«Noi pretendiamo di discutere all'interno del partito – replica a muso duro la Nardi – ma qui è stata convocata una sola direzione comunale da inizio anno; siete un partito vecchio, chiuso, incapace di evolversi, arroccato, legato a dinamiche del passato».

Nella concitazione del momento, lo scontro tra tessere porta a strane distinzioni, per cui Tongiani si lascia scappare che quella dell'onorevole le è stata consegnata dalla «banda d’Affori»: peccato che quella tessera la Nardi la ricevette direttamente dalle mani del ministro Elena Boschi e del segretario regionale Dario Parrini. Ce n'è per un incidente diplomatico non da poco.

A Tongiani tocca, qua e là, difendere l'amministrazione del sindaco di Massa Alessandro Volpi e le accuse a lui rivolte dalla Nardi di immobilismo: «Sulla sanità – dice Tongiani – abbiamo evitato il collasso finanziario, mancando di costruire lo scellerato progetto del distretto alla stazione, per il quale la regione non ci avrebbe mai dato i soldi».

«Bugie, anzi mezze verità – risponde l'onorevole Nardi – ; è vero che la Regione finanziò ufficialmente soltanto l'acquisto del terreno, su cui doveva sorgere il distretto, ma l'accordo di programma era chiaro, le contrattazioni future avrebbero permesso a Massa di finanziare l'intero progetto; invece i soldi,10 milioni di euro, sono andati a Carrara; d'altro canto la politica è continue battaglie e pressioni per ottenere ciò che si vuole. Invece Volpi sta a guardare, aspetta che piova e dopo che si è bagnato compra l'ombrello».

I due si sono punzecchiati di continuo: «Cambiala tu la città – dice Tongiani – visto che prendi 20 mila euro al mese». «Non fare il grillino - risponde la Nardi - ; di certo non la cambierai tu la città che hai reso il Pd una sala da pranzo».

Si parla anche del Regolamento Urbanistico: secondo la Martina Nardi non risolve neanche un problema della città, secondo Tongiani il male di quel Regolamento urbantica sta nel Piano Strutturale, che nasce sbagliato e pericoloso. Infine c'è l'uscita sul referendum costituzionale di ottobre: Tongiani ammette di non sapere ancora se voterà per il sì, la Nardi non crede a quelle parole: «Il tuo partito sta facendo di tutto per una campagna onesta per il sì – dice – e tu non sai cosa votare? Una cosa è certa,faremo di tutto perché tu non sia il prossimo segretario del Partito Democratico».

Manuela D'Angelo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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