La manifestazione
Minaccia la sua ex in una discoteca
La ragazza ha denunciato l’uomo: «Mi ha seguita sotto casa» A processo un testimone la corregge: «Sembrava serena»
MASSA. Avevano vissuto una storia d’amore un po’ tormentata, ma comunque bella. Poi si erano lasciati, più per volere di lei che di lui. E, infatti, mentre la ragazza aveva troncato ogni tipo di rapporto, il ragazzo di tanto in tanto le inviava qualche, messaggio. Senza ottenere alcuna risposta. Fino a che i due non si erano incontrati in discoteca. Il trentenne si era avvicinato e aveva tentato di salutarla, ma lei, ventiquattrenne, si è rifiutata. E allo stesso modo ha respinto ogni tentativo di parlare del suo ex fidanzato. L’uomo sentendosi respinto ha perso la ragione e l’ha minacciata in modo perentorio e grave: «Ti auguro la morte ogni volta che ti vedo. Non voglio che tu abbia nessun uomo intorno e farò di tutto affinché nessuno ti si avvicini perché tu sei solamente mia». La ventiquattrenne, che in questo procedimento si è costituita parte civile, era scappata via in lacrime e aveva raggiunto i suoi amici che erano con lei nel locale. In aula ha raccontato quei momenti: «È stato davvero spietato a dirmi quelle cose, io ero andata in discoteca per divertirmi un po’. Invece me lo sono trovato davanti. Insisteva per parlare un po’ di noi, voleva che tornassimo insieme. Io ero spaventata, ma lui non accettava il mio rifiuto». Il trentenne, difeso dall’avvocato Alessandro Ravani, non si è dato per vinto neppure davanti al primo no: «Appena l’ho visto in discoteca me ne sono andata, lui però mi ha raggiunto fino davanti al bar». Non solo l’ha anche pedinata fin sotto casa, una volta che la serata era terminata. E questa insistenza ha convinto la giovane a sporgere denuncia.
Sull’esatta dinamica dei fatti però sono emerse discordanze, quando al banco dei testimoni ha deposto un’amica della coppia presente al sera del fattaccio. Ha detto di aver visto i due «parlare tranquillamente in discoteca per una ventina di minuti, poi lei sarebbe uscita senza problemi». Dubbi anche su quanto accaduto dopo prima al bar poi davanti a casa della ragazza, dove la vittima sostiene di essere stata seguita. Dalle testimonianze è invece risultato che il giovane al momento dell’arrivo dei carabinieri (chiamati dalla ragazza) si trovasse ad almeno a 500 metri dalla casa della ex. «Stava cercando il suo smartphone smarrito nelle vicinanze» è stato detto in aula. Non solo: dal giorno della presunta «minaccia» fatta fra discoteva e bar, non l’hai mai più cercata, non è chiaro se come conseguenza della denuncia a suo carico o perché realmente intenzionato a desistere dal suo comportamento.
Il trentenne racconterà la sua versione dei fatti il 15 dicembre, quando è stato aggiornato il processo. Oltre all’imputato racconteranno quella sera anche altri tre testimoni. Perché il punto sta proprio qui: furono vere molestie o un incontro come tanti tra persone che una volta si volevano bene?
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