Italia
La polizia penitenziaria fa festa e pensa al futuro
Gli agenti sono stati al centro delle riflessioni delle alte cariche dello stato In Lunigiana cresce l’attenzione ai detenuti con il teatro e il giornalino
PONTREMOLI. Si è celebrata ieri mattina all'interno dell'istituto penale femminile minorile di Pontremoli festa della polizia penitenziaria. Un appuntamento in cui si è voluto celebrare questo corpo dello stato che rappresenta un importante punto di contatto tra i detenuti e la realtà esterna, in un percorso di rieducazione e di reinserimento nella società. Come del resto ha ricordato il capo dello stato Sergio Mattarella, di cui è stato letto, in apertura dell'incontro, il messaggio redatto per l'occasione «Bisogna proseguire sulla strada che sappia unire sicurezza alla comunità e relazioni sociali, opportunità di istruzione e lavoro per offrire ai detenuti la scelta del recupero e dell'integrazione" esprimendo agli agenti che negli istituti di pena lavorano "viva gratitudine e l'apprezzamento della repubblica alle donne e agli uomini della polizia penitenziaria impegnati quotidianamente nella delicata funzione dell'applicazione delle misure di giustizia». Concetto ripreso nel messaggio inviato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando: «È un lavoro, quello della polizia penitenziaria, che, per la sua specificità, richiede un enorme impegno ed un eccezionale equilibrio, ed io vi sono sinceramente grato per la responsabilità e l'abnegazione con le quali svolgete questo importante servizio, spesso in condizioni di grave disagio per i numerosi vuoti di organico e per la situazione di sovraffollamento».
Mentre più legato alla realtà pontremolese è stato il messaggio inviato dal sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri che ha ricordato le numerose iniziative (come il giornalino "Scrivolando" o gli spettacoli teatrali che hanno visto coinvolte le ragazze del carcere). È stata poi la volta degli ospiti presenti alla giornata a partire dal dirigente del centro per la giustizia Minorile del Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria e Massa Carrara Antonio Pappalardo che ha iniziato la sua riflessione sul perché, per celebrare la Polizia penitenziaria abbia scelto un luogo, rispetto alle grandi città, quasi periferico «perché in questi sei anni dalla nascita dall'istituto, questa realtà che poteva sembrare slegata e con poche realtà di reintegrare nella società le ragazze è in realtà è riuscito a creare un'importante osmosi con la realtà che la circonda. Una sfida vinta dunque, e che è stata vinta anche grazie all'importante ruolo svolto dalla polizia penitenziaria». Concetti a cui si è unito nella sua riflessione anche il direttore dell'istituto di Pontremoli Mario Abrate «quello della polizia penitenziaria è un servizio importante con gli agenti che sono chiamati a rappresentare lo stato e la giustizia. E lo fanno mostrando un volto umano, disponibile ed aperto, anche se spesso sono costretti ad agire in situazioni di grandi difficoltà». Perché, sottolinea Abrate, «l'impegno di tutti gli operatori che non si muovono nell'ambito carcerario è quello di riuscire a rendere il detenuto una persona migliore. Un impegno che è possibile grazie ai tanti operatori che si spendono nel settore ma che ha un supporto nel lavoro della polizia penitenziaria».
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