Il Tirreno

Dove essere una giornata come tante, ma stava per trasformarsi in tragedia

Dove essere una giornata come tante, ma stava per trasformarsi in tragedia

CARRARA. «Quell'anta del cancello non doveva essere aperta, è bloccata da troppo tempo e non viene utilizzata da altrettanto tempo. I bambini sono sempre usciti solo da una parte, non dovevano...

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CARRARA.

«Quell'anta del cancello non doveva essere aperta, è bloccata da troppo tempo e non viene utilizzata da altrettanto tempo. I bambini sono sempre usciti solo da una parte, non dovevano passare di lì». Lo hanno ripetuto più volte i rappresentanti dell'ufficio tecnico del comune (ingegner Luca Amadei e geometra Fabio Battistini) durante il sopralluogo nel sottopasso della scuola Saffi, subito dopo il crollo di una parte del cancello.

E, per rafforzare il loro pensiero, fanno notare che la guida su cui doveva scorrere il montante del cancello stesso era bloccata da tempo, proprio perché - secondo loro - era inutilizzata: "da quando andavo io a scuola" ha fatto notare il geometra del Comune Battistini.

Per quel che riguarda le condizioni del solaio, quello sopra il cancello, e le teste dei bambini, l'umidità e la muffa sono visibili a occhio nudo. Ma sulla segnalazione che secondo la preside dell'istituto, Luana Ceccarelli, sarebbe pervenuta a Palazzo civico dalla scuola Saffi, i tecnici non si sbilanciano: «Se è stata inviata basta vedere la posta certificata. La preside sostiene di sì, che aveva attenzionato la situazione, lo verificheremo». E intanto, subito dopo il sopralluogo, i tecnici, poco prima delle 14, hanno provveduto a chiudere sia l'accesso del sottopasso sia quello dei bagni pubblici.

«Il sottopasso che dà su piazza D'Armi - spiegano i rappresentanti dell'ufficio tecnico di Palazzo civico - viene utilizzato per evitare di fare attraversare ai bambini via Eugenio Chiesa dove all'ora di punta c'è sempre un bel po' di traffico. Ora ricominceremo a utilizzare l'ingresso principale». E intanto dopo il monitoraggio dovrebbero partire poi i lavori per la messa in sicurezza di quell'uscita secondaria che versa davvero in condizioni di estremo degrado. E così davanti alle porte che danno su piazza D'Armi sono spuntati i nastri bianchi e rossi che indicano la zona off-limits. "Troppo tardi" sostengono le mamme e i papà che per ore sono rimasti davanti al cancello divelto quasi per accertarsi, ancora una volta, dell'enorme rischio corso (e scampato) dai loro bambini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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