La manifestazione
Tesoretto in banca ma vive da clochard
L’anziana era finita in Rsa a spese dei Servizi sociali Nel conto corrente aveva quasi trecentomila euro
CARRARA. Viveva sulla soglia della povertà, come una barbona: ma in banca aveva un tesoretto di quasi 300mila euro. Per questo motivo ha dovuto restituire al Comune i soldi della retta (cinque mensilità) della residenza per anziani in cui era stata sistemata, a spese del municipio. L’anziana, infatti, quelle rette avrebbe potuto pagarsele eccome, ampiamente, da sola. Senza l’intervento dei servizi sociali,
Una vicenda che parte lontano, da quando nel febbraio scorso viene disposto un inserimento temporaneo in Rsa per una anziana, che vive alla periferia di Carrara, alle prese con una malattia che richiedeva una convalescenza lunga e che, soprattutto, non consentiva alla signora di vivere da sola come aveva fatto fino ad allora.
È a questo punto che intervengono i Servizi sociali e, una volta uscita dall’ospedale, sistemano la pensionata nella residenza per anziani, accollandosi la compartecipazione della quota sociale richiesta per il ricovero della signora nela sturttura che si occupava in toto della sua persona.
Come da prassi vengono anche avviati i controlli sullo stato finanziario della donna, in realtà per capire qule fosse la pensione percepita e fino a dove e quando il Comune poteva dare una mano alla signora che, sembrava completamente indigente. Per fare questo viene sa viene nominato un amministratore di sostegno, proprio come succede in questi casi.
Ma a quel punto la scoperta: la signora anziana, che era già nota ai Servizi sociali e che conduceva, prima di essere sistemata temporaneamente nella residenza sanitaria assistita, una vita sulla soglia della povertà aveva sul conto corrente un tesoretto.
Più di 280mila euro che erano regolarmente depositati in banca.
A quel punto il Comune è intervenuto, o meglio sono stati i Servizi sociali di palazzo civico a firmare una determina (datata il 3 maggio scorso) con cui si chiedono la restituzione delle quote sborsate a favore della anziana che, cifre alla mano, non aveva affatto bisogno dell’intervento a suo favore, visto che avrebbe potuto permettersi di pagare da sola le rette per la Rsa.
Una cifra che sfiora i quattromila euro e che adesso la signora, attraverso il suo amministratore, dovrà riconsegnare al Comune entro il prossimo 31 dicembre.
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