La manifestazione
Sagro, una nuova strada per raggiungere le cave
È la soluzione di Provincia, Parco Alpi Apuane e dei comuni di Fivizzano e Carrara. Preoccupazioni degli ambientalisti
FIVIZZANO. Non è ufficiale, ma quasi: verrà realizzata una nuova strada per raggiungere le cave sul monte Sagro e il monte Borla. Nessun Strada dei marmi bis, nessun vialone dedicato ai mezzi pesanti. Ma comunque un'altra opera a carico della collettività. Che, in questo caso, sarà il Comune di Fivizzano. È questa la soluzione tracciata da Provincia, Parco delle Alpi Apuane e due Comuni di Fivizzano e Carrara per risolvere l'ormai annoso problema della viabilità per le cave del Sagro.
La vicenda ormai è arcinota. Nell'ottobre del 2014 viene riaperta la cava di Castelbaito Fratteta, della Marmi Walton Carrara Srl, sul monte Sagro, con una prescrizione di Arpat: che i detriti non rimanessero in cava. E ecco il cortocircuito. Di strade percorribili dai camion per portarli a valle non ce ne sono: da una parte, lato comune di Fosdinovo, ci sono divieti di transito ai mezzi pesanti sulle due strade provinciali a causa di frane che la Provincia non ha soldi per ripristinare; dall'altra, lato Carrara, un'ordinanza del sindaco vieta il trasporto del materiale detritico. Nei mesi scorsi è stata paventata anche l'ipotesi di far ripassare da via Carriona una dozzina di camion al giorno provenienti dal Sagro. In sostanza, un ritorno al passato quando ancora a Carrara non era stata costruita la Strada dei marmi, tanto che la proposta è stata accompagnata da un'ondata di proteste. A novembre 2015, l'ente Parco ha quindi sospeso l'attività alla cava Castelbaita Fratteta, la quale ha presentato a gennaio 2016 ricorso al Tar, perdendolo. Ma una soluzione, per gli enti, va trovata perché nelle due cave sul monte Sagro (una già chiusa e l'altra a rischio) lavorano una quarantina di persone. Nel frattempo però Provincia e Comuni avevano mandato al Parco di fare uno studio di fattibilità sulla viabilità alternativa. Ruolo che sembra essere confermato dal protocollo di intesa. In altre parole - se così fosse - il Parco metterà a disposizione i propri tecnici e le proprie risorse per studiare una nuova viabilità per le cave.
«Ci chiediamo per quale ragione il Parco - domanda il Coordinamento Apuano - debba lavorare su un protocollo d'intesa per la viabilità di cava del nostro monte Sagro. Chiediamo che il Parco si applichi per svolgere il suo ruolo di arbitro imparziale in questa vicenda e che trovi il coraggio, avendo l'autorità e la competenza per farlo, di dire no a qualsiasi soluzione che andrebbe a intaccare ulteriormente il grande patrimonio di biodiversità di un'area come quella del Sagro, già messa a dura prova, nonostante la sua inclusione all'interno del Parco e la presenza di ben due siti di interesse comunitario e di numerosi geositi del Geoparco Unesco».
Il Cai di Carrara due anni fa si era già opposto a un progetto di disbosco, che proveniva dalla comunità di Viano (Fivizzano), che avrebbe comportato l'accesso tramite pista transitabile dai mezzi all'incontaminata valle dei Pozzi e ai boschi del Cardeto. Un "cavallo di Troia", secondo il Cai, per una futura potenziale viabilità di accesso, lato valle del Lucido, alle cave del Sagro. In ogni caso, una volta individuata una viabilità alternativa sarà il Comune di Fivizzano a sobbarcarsi (con risorse proprie) la progettazione.
Melania Carnevali
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