Gioco
No alle grandi opere, ma tanta manutenzione
Previsti 900.000 euro per strade e scuole e 250 per il teatrino. Il palazzetto ci costa altri 800.000 euro
MASSA. Il Comune, nel bilancio, fa il punto di quello che incassa e di quello che spende. Spende - e questa è una voce importante - per garantire i servizi che non vengono coperti con le tariffe, mense e asili in primis. Si mette le mani in tasca anche per il trasporto pubblico locale: in attesa della gara per la gestione regionale del servizio, ha sborsato oltre 100.000 euro anche per garantire la linea da e per il Noa. Spende - e non li spendeva - 60.000 euro per l’obitorio in viale Democrazia che, da quando c’è il Noa , l’Asl non gestisce più. In bilancio ha dovuto mettere anche il fondo di accantonamento perché adesso la legge è chiara: il Comune non può prevedere di incassare X, senza tenere presente che il rischio evasione c’è. Deve prevedere quindi la cifra di incasso e quella di inevaso.
Insomma, fatti due conti, di soldi per “grandi opere” nei prossimi tre anni ce ne sono pochi. Tanto che l’obbiettivo - e Giovanni Rutili, assessore al bilancio lo ammette - è la manutenzione. Le scuole, che davvero non godono di buona salute si conquistano 450.000 euro che includono anche le opere per la messa a norma del nido Arcobaleno, al primo piano di via Turati. Cifra identica per risistemare le strade comunali che, in alcuni tratti, sono autentici colabrodo. Il grosso se lo prende il palazzetto dello sport: i 2 milioni già previsti non bastano per ampliarlo fino ai 1.000 posti, ne servono altri 850.000 che finiscono nel piano di investimenti 2016-2018.
Si guadagna 240.000 euro il teatrino dei Servi in via Palestro che deve essere rimesso a nuovo. Rimangono 250.000 euro per i cimiteri, 180 per le aree verdi, 100 per le fognature. Manutenzione, quindi, come parola chiave.
Spese, manutenzioni, opere, ma c’è un’altra cosa che ti salta agli occhi quando leggi il bilancio e l’amministrazione ci tiene, su quel tema, a mettere i puntini sulle “i”: le multe. Vero che si prevede un’entrata di 1,3 milioni, ma quell’aumento - ci tiene a sottolinearlo Rutili - è solo apparente e non solo «perché include anche le iscrizioni a ruolo, ma anche perché in quella cifra abbiamo inserito l’accantonamento in caso di mancati pagamenti. La somma è in linea con gli altri anni. Nessuno farà cassa con le multe».
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