Il Tirreno

Anche la questura a pezzi Ecco le crepe della sicurezza

Anche la questura a pezzi Ecco le crepe della sicurezza

Il sindaco di Montignoso rassicura: «Metteremo a nuovo la stazione dell’Arma» Intanto nasce il caso delle telecamere: troppo poche e di vecchia generazione

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MASSA. Dopo il sasso lanciato dal tenente colonnello Giovanni Semeraro, comandante provinciale dei carabinieri di Massa Carrara, il degrado delle stazioni dove i militari dell’Arma lavorano è diventato un problema da risolvere. Non importa se presto, ma bisogna farlo bene. Anche perché la prevenzione alla microcriminalità parte da lì. «Ci piacerebbe che le nostre stazioni fossero a norma, che venissero sistemate. Non si può parlare di sicurezza e pretenderla se poi si lascia lavorare noi carabinieri in condizioni precarie. Noi nelle nostre stazioni riceviamo i cittadini, raccogliamo le loro denunce. Non si può continuare così. E mi riferisco soprattutto agli immobili di proprietà degli enti locali», ha detto Semeraro alla festa per l’anniversario della fondazione della Benemerita.

Ad ascoltare quelle parole i sindaci della provincia. Tra di loro uno di fresca nomina, Gianni Lorenzetti, primo cittadino di Montignoso appena eletto. Che il giorno dopo non si sottrae al dibattito, anche se la stazione dei carabinieri del suo Comune è di proprietà dell’amministrazione provinciale. «Stiamo collaborando con la Provincia e qualcosa siamo riusciti a fare, nei mesi scorsi (Lorenzetti era assessore della giunta Buffoni). Insomma, la situazione non è ottimale, ma ci sono delle stazioni in Lunigiana che sono messe peggio della nostra». E Lorenzetti aggiunge: «Quello che posso dire è che il nostro supporto non mancherà e la stazione verrà messa a norma al più presto perché è un presidio che per la nostra comunità è di fondamentale importanza».

Ma come ha detto Lorenzetti ci sono altre situazioni davvero da brividi, soprattutto in Lunigiana, con pezzi di intonaco che si staccano un giorno sì e l’altro pure. Albiano è una di queste realtà a cui si riferiva il tenente colonnello Semeraro. «Si parla di sicurezza, ma non si fa molto per aiutarci a garantirla». Se l’Arma si lamenta, anche la polizia non può dirsi soddisfatta perché la questura apuana si trova in un immobile davvero malconcio, con il problema di dislocare alcune sezioni altrove per mancanza di spazio (vedi polstrada e squadra mobile). Servirebbe un intervento di restyling massiccio, soprattutto all’interno dell’immobile di via del Patriota. Ma non ci sono i fondi e quindi più che qualche pezza non è possibile mettere. Qualche mese fa era stato fatto un bando per trovare una nuova struttura, ma alla fine non se ne è fatto nulla. E gli agenti resteranno sparsi in qua e là per la città ancora per un po’. Tra l’altro anche la polstrada avrebbe bisogno di una sede più adeguata.

Sempre in tema di sicurezza c’è poi da toccare l’argomento telecamere di videosorveglianza. Quelle poche che sono state installate sono di scarsa qualità e la maggior parte delle volte non funzionano. Quindi servono poco alle forze dell’ordine, infatti i casi vengono risolti grazie ai filmati in rarissimi casi. Invece sarebbero uno strumento utilissimo, vedi l’arresto dei rapinatori di supermercati e farmacie. La proposta di consorziare i Comuni apuani per acquistare un numero maggiore di occhi elettronici e installarli nei punti strategici è stata fatta qualche mese fa da Narciso Buffoni, all’epoca commissario della Provincia. Ma è caduta nel vuoto.

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