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Sicurezza, la denuncia dei Carabinieri: "Le nostre stazioni cadono a pezzi"

Sicurezza, la denuncia dei Carabinieri:  "Le nostre stazioni cadono a pezzi"

Il tenente colonnello Semeraro: "Non si può parlare di sicurezza e pretenderla se poi si lascia lavorare noi carabinieri in condizioni precarie". Intanto, ieri Mattarella ha consegnato la medaglio d'oro alla vedova Taibi

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MASSA. "Ci piacerebbe che le nostre stazioni fossero a norma, che venissero sistemate. Non si può parlare di sicurezza e pretenderla se poi si lascia lavorare noi carabinieri in condizioni precarie. Noi nelle nostre stazioni riceviamo i cittadini, raccogliamo le loro denunce. Non si può continuare così. E mi riferisco soprattutto agli immobili di proprietà degli enti locali". Il tenente colonnello Giovanni Semeraro, comandante provinciale dell’Arma, ha approfittato dell’anniversario del 202° anniversario della fondazione e del clima di festa per dire le cose in faccia a chi dovrebbe intervenire e non lo fa. Perché non ci sono i soldi, mica per pigrizia o non curanza. Ma di fatto le stazioni, quelle che cerchiamo quando sono in difficoltà, cadono a pezzi. Soprattutto in Lunigiana, ma pure a Massa e Carrara ci sarebbe bisogno di un bel restyling come si sta facendo alla Plava (ma lì i finanziamenti arrivano da Roma).

Il comandante ha parlato in modo chiaro. Alla platea che voleva che sentisse il suo grido d’allarme. A far festa ai carabinieri ieri mattina, 6 giugno,  tutte le più alte cariche locali: il prefetto Giovanna Menghini, il sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri, i sindaci di tutti i comuni (anche Gianni Lorenzetti e Lucia Baracchini, freschi di fascia) del territorio provinciale i cui gonfaloni sono stati accolti con sfilata e saluto militare e i vertici militari di altri corpi dello stato, oltre ai familiari dei carabinieri e a una scolaresca delle elementari. C’erano anche il comandante della guardia di finanza Giovanni Fiumara e il questore Francesco Giuseppe Misiti.

Semeraro ha anche dato l’annuncio che sarebbe stata consegnata dal capo dello stato Sergio Mattarella, nel pomeriggio, una Medaglia d'Oro al Valore Civile alla "memoria" del maresciallo Antonio Taibi, freddato la mattina del 27 gennaio da Roberto Vignozzi; la medaglia d’oro è stata consegnata alla vedova Maria Vittoria Mari e ai figli Carlo e Gianni. Il sottufficiale è stato ricordato anche durante la festa alla Plava: "Uomo integerrimo, semplice, capace e competente nel suo lavoro. Considerava sacro il dovere di difendere la sua famiglia, i cittadini e la patria". Un applauso scrosciante da parte di tutti i presenti nel piazzale quando è stato ricordato l’assassinio di Taibi: Penso sempre a lui», ha concluso Semeraro.

Il picchetto è stato guidato dal tenente Rosa Sciarrone, responsabile del nucleo operativo di Massa. È stata lei a mettere tutti sugli attenti per i gonfaloni, per il prefetto che ha passato in rassegna il picchetto) e per la corona dei caduti. E qui il pensiero è andato all’amico e collega Antonio Taibi, «morto per mano di un criminale che vedeva in lui un nemico».

Durante la cerimonia il prefetto di Massa Carrara ha consegnato un elogio all'appuntato scelto Armando Baldini, concesso il 27 novembre 2015 dal comandante della Legione carabinieri Toscana, «poiché distintosi in attività di servizio». È il responsabile del Lido del carabiniere, lo stabilimento balneare dell’Arma. Al termine della cerimonia sono state consegnate le medaglie ricordo al seguente personale congedato nell'ultimo anno: maresciallo di complemento Luigino Caria, già operatore della centrale operativa di comando provinciale; brigadiere capo Armando Ferrari, già addetto alla stazione di Licciana Nardi; appuntato scelto Sandro Pastine, già operatore della centrale operativa di comando provinciale.

La festa è terminata, dopo la richiesta di aiuto da parte del comandante adesso bisogna che gli enti locali facciano la loro parte. Del resto quelle fasce tricolori erano lì a testimoniare la vicinanza all’Arma.

Dalle parole bisogna passare ai fatti.

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