Il Tirreno

il caso

Casa disabitata, ma 900 euro di bolletta

di Chiara Sillicani
Casa disabitata, ma 900 euro di bolletta

Odissea legale di un cittadino. Confconsumatori: Gaia ha proposto di annullare la fattura, ma solo il giorno prima della causa

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MASSA. Non si spostano di un millimetri e sono certi che di un millimetro non si sposteranno neanche questo pomeriggio, dopo l’incontro con l’amministrazione comunale. Perché il loro obbiettivo non contempera le mezze misure, le soluzioni a metà sono bandite. Non basterà, quindi, l’impegno a ritoccare o eliminare il deposito cauzionale, non basterà il “no” ai distacchi per morosità incolpevole: il comitato “Acqua alla gola” andrà avanti fin quando Gaia sarà un’esperienza del passato. Lo ribadisce anche il 6 giugno, durante la conferenza stampa in cui i promotori annunciano e illustrano la mega manifestazione per le vie del centro città, oggi, 8 giugno.

«Gaia va superata, la gestione del sistema idrico - Galeano Fruzzetti e Alfonso Baldi illustrano le opzioni in campo - deve tornare nelle mani del Comune o comunque di pochi comuni limitrofi. Perché se è vero che Gaia spa è società 100% pubblica, è altrettanto vero - aggiungono - «che è soggetto di diritto privato, esempio di una cattiva gestione con cui sono costretti a fare i conti i cittadini, vittime di bollette salatissime». Cattiva gestione che Francesca Galloni, avvocato di Confconsumatori, traduce in esempio citando il caso di un cittadino fivizzanese a cui il gestore chiede 900 euro nonostante il suo consumo storico sia pari a zero: «La prima richiesta da parte della società per i consumi in una casa disabitata da anni - l’avvocato ripercorre la vicenda - risale al 2007, Gaia pretendeva una cifra complessiva di 900 euro a fronte di un consumo zero».

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Il cittadino non intende sfilarsi un euro e comincia una fitta corrispondenza con il gestore, corrispondenza in cui subentra la stessa Confconsumatori, a difesa dell’utente: «Abbiamo anche proposto una concertazione. Il cittadino avrebbe pagato 300 euro e il contenzioso si sarebbe chiuso, ma Gaia ci ha risposto picche. Fino quando siamo arrivati alla causa. Il giorno prima di ritrovarsi di fronte al giudice, un legale esterno, incaricato da Gaia - così ricostruisce l’avvocato Galloni - si dice disponibile ad azzerare il debito. A giorni le due parti firmeranno l’atto. Anni, perdita di tempi, lettere su lettere - sintetizza Confconsumatori - se questa non è cattiva gestione...». Una gestione su cui il comitato punta ancora il dito e a cui - spiega - ha tentato di porre rimedio con un decalogo che punta a ridefinire i rapporti tra l’utenza e la società e che «a quanto sappiamo - spiega Francesca Galloni - non è stato considerato nelle definizione della nuova carta dei servizi».

Combattivi, quindi, tutti i promotori e sostenitori del comitato: pronti a portare avanti la battaglia per uscire da Gaia «perché le quasi 10.000 firme raccolte non possono essere ignorate» e pronti - rincara Baldi - a difendere le nostre acque. Nel mirino c’è un «mega progetto da oltre 150 milioni per portare l’acqua, dalle Apuane alla piana fiorentina. E prima a Livorno e Piombino: se così fosse - Baldi va al sodo - per impedirlo porteremo avanti la nostra battaglia, in stile no Tav. Senza demordere». Neanche un centimetro. Il comitato non arretra.

 

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