Il Tirreno

Manifestazione Anti Gaia i sindacati non ci stanno

Manifestazione Anti Gaia i sindacati non ci stanno

Cgil, Cisl e Uil chiedono prima un confronto vero e senza alcun preconcetto E ai sindaci: siete voi che decidete, assumetevi le vostre responsabilità

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MASSA. Loro i motori li hanno accesi da un po’: incontri pubblici, discussioni, dibattiti, manifestazioni. E un documento per dire addio a Gaia su cui hanno già apposto la firma oltre 9.000 massesi.

Rodaggio concluso, il comitato “Acqua alla gola” compie il grande salto e promuove una mega manifestazione con tanto di trampolieri e girotondo intorno al palazzo comunale (vedi articolo accanto) e chiama a raccolta tutti, ma proprio tutti, tanto che il suo appello a partecipare lo estende anche ai sindacati. La logica “dei contestatori” è chiara: unitevi a noi, dalla parte degli utenti e di chi fa i conti - è proprio il caso di dirlo - con le bollette salate.

Certo i sindacati sono tra l’incudine e il martello: su un versante la rappresentanza dei cittadini alle prese con il caro acqua, dall’altro i lavoratori, quelli che negli uffici di Gaia entrano ogni mattina e a cui il comitato, con un occhio ai costi del personale, non ha risparmiato critiche.

I sindacati di categoria, però, assicurano di non volersi nascondere dietro un dito e che dei problemi ci siano lo ammettono. Pronti al confronto, ad una condizione, però: che non esistano preconcetti, che non si cerchi il capro espiatorio, che non si guardi il dito piuttosto che guardare la luna. Non solo - e qui le argomentazioni si fanno più forti - che ognuno si assuma le proprie responsabilità. A partire dai sindaci: «Gaia - a fare il punto è Daniele Del Freo (Cgil Filctem) - è una società pubblica al 100%. Gli enti locali sono soci, gestori, regolatori, esercitano il controllo analogo. I sindaci, che siedono in Ato (sede di definizione delle tariffe ndr) e guidano i Comuni soci, non si nascondano dietro i comitati. Se esistono problemi gestionali - chiarisce - è anche per le modalità di azione della proprietà (i Comuni ndr). Noi riconosciamo le difficoltà e riteniamo che le questioni poste dal comitato meritino interesse, ma non dimentichiamo - spiega Del Freo - che il sindacato rappresenta chi in Gaia ci lavora e contro quei lavoratori sono state espresse posizioni durissime. Noi abbiamo bisogno di un decisore pubblico che aggredisca il problema, il timore vero è che a nessuno interessi la gestione pubblica del servizio idrico che va tutelata e preservata in una visione che superi i localismi». Tradotto: che non guardi all’interesse di un solo territorio. Perché quella soluzione punirebbe - secondo del Freo - i più deboli: i comuni montani, quelli piccoli e periferici. Disponibilità al dialogo anche da parte di Cisl e Uil, ma a condizioni che il confronto parta dal punto zero e annulli ogni pregiudizio.

Massimo Graziani (Uil- Uiltec) mette i puntini sulle “i” e prima di ogni riflessione precisa che lui un invito ufficiale dal comitato non lo ha mai ricevuto. Il suo - assicura - non è un “no” precostituito alla manifestazione di mercoledì, ma - spiega - «prima di scendere in piazza, è indispensabile un confronto che non sia autoreferenziale, all’interno del sindacato e con i comitati. Senza dimenticare che fino ad ora le modalità di comunicazione del comitato, soprattutto attraverso i social, sono state anomale e a volte connotate dai torni forti».

I sindacati, a fianco ai cittadini ci sono e lo sottolinea con forza Stefano Tenerini (Cisl Femca): «I lavoratori Gaia sono anche cittadini e utenti, le bollette le pagano». Disponibilità, ma con alcune condizioni irrinunciabili: «La consapevolezza - e fa eco a Del Freo - che le direttive vengono prese in seno ad Ato in cui siedono e votano i sindaci». Altro invito, quindi all’assunzione di responsabilità. E - rincara l’appello Tenerini - toni smorzati, soprattutto nei confronti dei lavoratori.(c.s.)

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