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Attacchi dei lupi ad agnelli e mucche Ecco i risarcimenti

Attacchi dei lupi ad agnelli e mucche Ecco i risarcimenti

La Regione indennizza chi ha perso dei capi nel 2015 Il contributo è previsto anche per i suini e per gli equini

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PONTREMOLI. I lupi - si sa - attaccano e uccidono le pecore, ma se fai l’allevatore perdere un capo è un danno, un grosso danno per cui, però, la Regione prevede l’indennizzo. La nostra provincia è al secondo posto in Toscana per numero di attacchi dopo Siena e prima di Pistoia. Lo scorso anno sono state 25 le domande in seguito ad attacchi di lupi per un ammontare di quasi 40.000 euro di danni, poco meno del 10% dei risarcimenti erogati a livello regionale (281 domande e 527.000 euro complessivi). A fornire un quadro complessivo della predazione è Coldiretti all’indomani della presentazione dei nuovi indennizzi della Regione Toscana alle aziende agricole zootecniche.

I proprietari degli allevamenti di ovini, caprini, bovini, bufali, suini ed equini che hanno subito attacchi con danni diretti (uccisioni) o indiretti (perdita di produzione) hanno tempo fino al prossimo 9 luglio per presentare in via telematica ad Artea, l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura, o ai Caa, i Centri di assistenza in agricoltura, le domande di indennizzo. La Regione ha infatti stanziato 400.000 euro per risarcire tutti quegli allevatori che hanno subito l’attacco dei lupi. La priorità andrà agli allevatori che operano nelle zone più svantaggiate e montane. Quella degli indennizzi e dei risarcimenti non è però la strada giusta, secondo Coldiretti che invece ha chiesto misure per evitare danni a greggi e stalle. L’ammontare complessivo di aiuti a sostegno degli allevatori per risarcire i danni degli attacchi da predatori ha, invece, raggiunto i 4 milioni di euro in tre anni: «L’indennizzo, pur essendo uno strumento importante, non risolve il problema alla radice - commenta Vincenzo Tongiani, presidente Coldiretti Massa Carrara - l’obiettivo non è risarcire ma evitare i danni da predazione che sono in crescita ogni anno a dimostrazione che il fenomeno è diffuso. I lupi, così come la fauna selvatica, stanno mettendo in fuga le aziende scoraggiate e frustrate. Non tutti i danni e le uccisioni sono denunciate poiché i meccanismi di indennizzo ed i tempi, nonostante gli sforzi, sono molto lunghi e complicati. Recinzioni, cani da guardia, misure anti-lupo non sono spesso sufficienti oltre ad essere costose. I lupi ma anche i canidi scoraggiano l’alpeggio ed allontanano le imprese dalle zone montane più difficili. Purtroppo - prosegue Vincenzo Tongiani- anche nelle ultime settimane ci sono stati nuovi casi in Lunigiana».

La Regione Toscana ha fatto sapere che se le risorse risulteranno insufficienti le domande rimarranno in graduatoria e potranno essere liquidate a valere sulla prossima annualità.

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