Il dolore
«Sacrificio d’amore», primo ciak bagnato
Carrara set d’eccezione per la fiction di Canale 5
CARRARA. Scena bagnata, scena fortunata. Almeno è quanto si augura il cast e la troupe di «Sacrificio d'amore», la nuova fiction che andrà in scena in prima serata su Canale 5 le cui riprese sono iniziate ieri, 3 giugno, a Carrara. Nella zona dei ponti di Vara per l’esattezza.
Il cast è arrivato da Milano nella mattinata e si è messo subito a lavoro. Si tratta di Francesco Arca, l'attore toscano di “Le tre rose di Eva”, interpreterà Brando, giovane cavatore impegnato nell'annosa battaglia per i diritti dei lavoratori e, di pari passo, nella battaglia per l'amore di Silvia, interpretata da Francesca Valtorta, l'attrice romana di Squadra Antimafia e R.i.s. Roma.
Silvia è sposata con Corrado, interpretato da Giorgio Lupano, ingegnere minerario e proprietario della cava di Colonnata. Lupano, tra l’altro, è nato in Piemonte ma ha origini apuane. Tornando alla riprese, il maltempo fuori stagione non era certo stato preventivato ma qualche goccia di pioggia non ha impedito agli attori di girare già la prima scena: le riprese sono iniziate intorno alle 14 e sono terminate nel tardo pomeriggio. Come già annunciato «Sacrificio d'amore» si articolerà in ventidue puntante che prevedono numerose scene girate in esterna, molte delle quali avranno come location le cave della famiglia Corsi e i laboratori Artistici Nicoli.
La fiction per questa prima stagione, tra staff artistico e staff tecnico coinvolgerà circa 150 persone.
Come era facile supporre, le prime ore degli attori sul set carrarese non sono passate inosservate e non sono mancati i curiosi che hanno fatto compagnia alla troupe durante le riprese. Dopotutto, i carraresi, questa fiction se la sentono anche un po’ loro. Carrara, la Carrara del 1913 sarà la vera protagonista sullo schermo, i personaggi, ognuno con la propria storia, saranno inseriti nel contesto storico di quel periodo. Agli attori il compito di rendere allo spettatore il clima della Carrara alle prese con il delicato passaggio tra la Belle Epoque e il suo lascito artistico e culturale, e la tragedia del primo conflitto mondiale.
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