Sicurezza
I furbetti dei liquami e la fogna che non c’è
Le acque nere delle case svuotate nei campi e nei fossi. E la rete di Gaia? Si farà, ma solo a ottobre
MASSA. I tecnici del Comune hanno pochi dubbi: a provocare l’inquinamento da colibatteri del Magliano sono scarichi di fogna. Nell’area percorsa dal torrente non c’è una rete fognaria e le abitazioni devono provvedere con fosse settiche che poi devono essere periodicamente svuotate con l’intervento di aziende specializzate. Qualcuno, però, evidentemente, non rispetta la procedura, che costa parecchi soldi. E la fossa piena di liquami la svuota con il metodo del fai da te: una moto pompa scarica i liquami nei campi vicini o in un fosso e il gioco è fatto. In alcune abitazioni addirittura, gli scarichi finirebbero direttamente nel suolo.
Circa venti giorni fa, il Comune ha individuato uno scarico abusivo di questo tipo è ha aperto una procedura di infrazione a carico del proprietario. Ma non è facile scovare tutti i furbetti, ammette il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Uilian Berti. La soluzione, dice, potrà arrivare solo dalla realizzazione della rete fognaria. Gaia Spa, la società pubblica che deve occuparsi delle acque bianche e nere, sta progettando la costruzione delle condotte fognarie a Poveromo e Ronchi. «C’è già un incarico di progettazione per costruire una condotta fino al depuratore delle Querce, un intervento da 1,2 milioni di euro. In una fase successiva, Gaia realizzerà gli allacciamenti anche nelle zone più interne, è nei piani di intervento», spiega Berti.
Il problema è che i lavori per la condotta principale partiranno a ottobre, a stagione balneare finita. E gli allacciamenti solo dal 2017. Per quest’estate l’incubo divieti resta.c.f.
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