Gioco
Gaia mette d’accordo i tre candidati: così non può andare avanti
La Baracchini propone il referendum. Mazzoni: dobbiamo battere i pugni sul tavolo. Battaglia: problema da risolvere
PONTREMOLI. Nelle stanze del Teatro della Rosa, confronto pubblico tra i candidati a sindaco alle elezioni amministrative che si terranno domenica prossima. Lucia Baracchini (lista "Cara Puntremal"), Umberto Battaglia (lista "L'Altra Pontremoli") e Francesco Mazzoni (lista "Open Pontremoli"), li presentiamo in rigoroso ordine alfabetico, sono saliti attorno alle 18 sul palco allestito nella sala laterale del settecentesco teatro. Tre candidati presenti sui quattro effettivamente concorrenti alla poltrona più alta del Municipio: nelle ore precedenti all'appuntamento ha infatti deciso di non presentarsi al "match" il candidato della lista "Pontremoli a destra" Danilo Lollo.
I potenziali primi cittadini di Pontremoli si sono confrontati davanti ad una platea numerosa (sicuramente più di un centinaio di persone): un pubblico abbastanza considerevole, con anche le "claque" dei rispettivi candidati, tanto che alcune persone hanno assistito nei giardinetti all'esterno della struttura dove era stato predisposto uno schermo espressamente per l'occasione.
E grande attenzione questo dibattito lo ha suscitato anche sui canali dei social network dove era stata allestita un'apposita diretta streaming. Un'attenzione sicuramente importante che dimostra la voglia dei cittadini di conoscere le visioni dei candidati del presente e soprattutto del futuro di Pontremoli.
In particolare sono state affrontate tematiche come la sanità, con una particolare attenzione alla vicenda della Casa della Salute, l'ipotesi di realizzare inceneritori a biomasse, la questione Gaia e la viabilità cittadina, con particolare attenzione a quanto concerne il Centro Storico, argomenti posti al centro del dibattito dal moderatore, il giornalista del “Tirreno” Massimo Braglia, che ha dato ad ogni candidato un tempo limite di tre minuti per esporre idee e progetti sulle singole tematiche.
Sanità e casa della salute. Si è partiti dalla sanità, argomento spesso al centro della cronaca cittadina e la Baracchini ha difeso il suo operato: «Si tratta di una tematica significativa che è sempre stata al centro dell'attenzione di questa amministrazione» che ha cercato di difendere «l'ospedale cittadino dal “limio” quotidiano operato dalla Regione e dall'Asl. Un depotenziamento inaccettabile perché questo è un servizio che si rivolge non solo ai cittadini pontremolesi ma a tutto il territorio dell'Alta Lunigiana».
E secondo la Baracchini la Casa della Salute rappresenta un potenziale rischio per la sopravvivenza dell'ospedale «perché il pericolo è che si crei una “casona” che diventi sostitutiva del nostro nosocomio».
Sui tagli del Governo e della Regione Toscana è partita la riflessione di Battaglia: «Non si può parlare di sanità senza osservare la drastica diminuzioni dei fondi per la Sanità». Secondo Battaglia si tratta di provvedimenti che rischiano di cambiare la radice stessa del servizio sanitario «con quest'ottica si rischia di anteporre il pareggio di bilancio alla salute del cittadino. Per questo è fondamentale che la Sanità resti pubblica. Oggi invece assistiamo all'ipotesi della realizzazione di una Casa della Salute in una struttura privata convenzionata, che rischia di trasformarsi in un vero e proprio sostituto dell'ospedale».
Molto duro l'approccio di Mazzoni che ha attaccato frontalmente il sindaco «questa amministrazione è arrivata in Municipio assicurando che avrebbe riportato a Pontremoli il Punto nascite. Non solo questo non è successo ma purtroppo è sempre stata marginale quando si sono prese le decisioni che contano per l'isolamento politico rispetto alle altre realtà istituzionali». Sulla Casa della Salute Mazzoni ha difeso il progetto: «Non comporta nessun rischio per l'ospedale, offre solo dei servizi in più».
Chiusura del centro storico. Seconda tematica affrontata dai tre candidati è stata la questione della viabilità, in particolare legata al centro storico cittadino. Battaglia ha rivendicato come questo sia "il cuore pulsante della città" e che è fondamentale la chiusura del traffico nel centro storico con una Ztl e l'ipotesi è quella di non permettere più la sosta, anche per i residenti, «dobbiamo davvero riscoprire il salotto di Pontremoli».
Secondo Mazzoni questo «è uno dei punti cardine su cui investire perché rappresentano una delle scelte strategiche per il futuro. Perché le due piazze principali della città non possono essere ridotte a parcheggio». Anche Mazzoni individua nella Ztl un'ipotesi realistica per una soluzione della viabilità nel centro storico anche se evidenzia come questo sia una decisione finale che deve essere preceduta da «un percorso di discussione in cui siano compresi tutti gli attori coinvolti, (residenti, commercianti, etc)».
«Ma se ora si può pensare ad un'eventuale ipotesi di chiusura del traffico nel Centro storico è solo perché la nostra amministrazione è riuscita a dare risposte importanti, in questi anni, alle domande di posteggio auto», ha rivendicato la Baracchini ricordando i lavori per creare nuovi posteggi ed in particolare il parcheggio alla Stazione. E poi ha evidenziato come sia fondamentale che una «città sia viva. La soluzione della chiusura del traffico ha indubbiamente dei lati positivi ma anche dei potenziali rischi, soprattutto per i commercianti».
Il nodo biomasse. Altra tematica calda è stata quella della visione dei candidati sulla realizzazione di impianti a biomasse sul territorio. Domanda che ha richiamato alla memoria la vicenda dell'impianto a Novoleto. «Una delle pagine più dolorose della storia pontremolese - ha sostenuto Mazzoni - in cui il sindaco e la giunta hanno appoggiato un progetto per la realizzazione di questo inceneritore senza confrontarsi con la cittadinanza. Solo dopo la netta contrarietà della popolazione si è deciso di fare un passo indietro». Ma per Mazzoni questo non vuol dire che tutti i progetti sono da buttare «si può pensare a piccoli impianti gestiti da cittadini pontremolesi per scaldare edifici pubblici».
Secondo la Baracchini, al contrario, la vicenda delle biomasse di Novoleto ha dimostrato «la grande capacità di ascolto che l'amministrazione. Che ha saputo fare un passo indietro».
Battaglia ha ricordato la vicenda dell'impianto a biomasse evidenziando l'importanza della «spinta popolare per la difesa della qualità dell'aria». Ed ha ammonito Mazzoni: «Le piccole realtà che immagini richiedono comunque strutture ed impegni gravosi. Siamo sicuri di poterle sostenere e soprattutto che queste non peggiorino la qualità della nostra aria?».
Gaia: così non va. Ultimo punto messo sul tavolo è stata la tematica di Gaia. «L'acqua è un bene comune che non può essere mercificato» la posizione di Battaglia. «E vogliamo risolvere il problema della gestione del servizio idrico affidato a Gaia, se necessario, anche con l'uscita dalla stessa società».
«Gaia è un carrozzone ma non esiste una soluzione per uscire dalla società all'indomani delle elezioni. Ma è un percorso che comunque vogliamo provare a fare». Ma nell'immediato, rivendica Mazzoni, «si può intervenire sulla società, battendo anche i pugni sul tavolo e chiedendo di migliorare i servizi e l'assistenza al sistema idrico».
«L'amministrazione è stata costretta ad entrare in Gaia perché il precedente gestore(Azga Nord) era in liquidazione». Una scelta obbligata, sottolinea la Baracchini che però evidenzia come in questi anni si sia battuta per ottenere migliori prestazioni di servizio. E chiudendo con un importante annuncio «ad ottobre, in occasione del referendum costituzionale, chiederemo ai cittadini di esprimersi su un’eventuale uscita del Comune da Gaia».
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