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Crisi e mancati incassi: fallisce la F.lli Vernazza

Crisi e mancati incassi: fallisce la F.lli Vernazza

CARRARA. Un’altra grande azienda vittima della crisi. La storica F.Lli Vernazza Costruzioni Generali Srl ha dichiarato il fallimento. Una richiesta che è stata fatta “in proprio” dopo che, a seguito...

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CARRARA. Un’altra grande azienda vittima della crisi.

La storica F.Lli Vernazza Costruzioni Generali Srl ha dichiarato il fallimento.

Una richiesta che è stata fatta “in proprio” dopo che, a seguito del concordato preventivo, non è stato possibile presentare il piano di risanamento.

Per salvaguardare i 18 lavoratori dipendenti l’azienda Vernazza ha quindi disposto l’esercizio provvisorio di impresa, che andrà avanti per i prossimi sei mesi. Un percorso che consentirà così al curatore fallimentare, il commercialista Alberto Dell’Amico, di compiere tutte le operazioni necessarie per il trasferimento di azienda che verrà effettuato attraverso una procedura competitiva che ha come obiettivo quello di garantire prima di tutto i posti di lavoro.

Con il fallimento della azienda Vernazza viene scritta un’altra pagina della crisi che da tempo ormai colpisce il territorio e il mondo delle imprese.

Nel caso della impresa di costruzioni dei fratelli Vernazza la crisi è arrivata a seguito del mancato incasso di grossi crediti a seguito di importanti appalti realizzati proprio nel nostro territorio.

Il mancato incasso (si parla di cifre che si aggirano su oltre due milioni di euro, a tanto ammonta il mancato credito da parte di ErreErre) avrebbero fatto precipitare lo stato di salute di un’azienda che in provincia ha sempre lavorato e che, soprattutto, dà lavoro a diciotto dipendenti.

Lo stato di crisi è stato quindi acuito e la ditta ha tentato il percorso del concordato preventivo. Ma la strada non si è rivelata utile perché non è stato possibile, da parte della Fratelli Vernazza, presentare il piano di risanamento.

A questo punto l’unica via percorribile è stata quella del fallimento che l’azienda, a livello tecnico ha chiesto in proprio. Una scelta che, come abbiamo già messo in evidenza, si è posta come primo obbiettivo quello di salvaguardare l’occupazione e in particolare i diciotto lavoratori che attualmente fanno parte della ditta.

Da qui a sei mesi il curatore fallimentare, dottor Alberto Dell’Amico, dovrà occuparsi del trasferimento di azienda attraverso la procedura competitiva: in sostanza la ditta passerà al migliore offerente e a chi saprà garantire le migliori condizioni occupazionali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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