Il Tirreno

Tarnone e San Martino, finanziamenti a rischio

di Cinzia Chiappini
Tarnone e San Martino, finanziamenti a rischio

Nel mirino, dopo il sopralluogo, le spese per il punto di informazione turistica A fine mese le opere dovranno essere terminate, oppure niente più soldi

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CARRARA. I progetti Piuss di Carrara sono a rischio. Lo dicono fonti interne all’amministrazione di piazza Due Giugno che confermano la preoccupazione che aleggia sulle opere avviate con i progetti lanciati nel 2009 e non ancora terminate. A tenere gli esponenti di Plazzo Civico con il fiato sospeso non è solo l’interminabile serie di intoppi in cui sono incappati i vari progetti, dall’Info-Point di San Martino al centro di accoglienza per turisti della Cava Romana (che negli atti dell'amministrazione viene chiamato Fossacava/Tarnone), ma anche l’imminente scadenza fissata per la consegna. Il prossimo 30 giugno le opere dovranno essere ultimate, a meno di non voler perdere parte dei finanziamenti, quelli erogati dalla Regione Toscana: il bando prevedeva infatti che le opere fossero co-finanziate, al 70% dalla Regione e al 30% dalle amministrazioni comunali. Il termine di consegna mette a serio rischio i progetti di San Martino e Fossacava dove, pur essendo gli interventi sostanzialmente terminati, mancano ancora i collaudi. Tra inchieste della Guardia di Finanza e dimissioni dei direttori dei cantieri, la speranza di completare le procedure entro 30 giorni è davvero flebile anche perchè gli stessi membri dell'amministrazione non sembrano avere ben chiari i motivi del ritardo.

«Ero convinto di poterlo aprire a inizio anno e invece non è stato così. Ho trovato un lavoro avviato che sembrava quasi concluso, a cui mancano solo i collaudi. Stiamo aspettando gli ultimi sviluppi. Spero che si possa concludere nel più breve tempo possibile» aveva dichiarato qualche giorno fa l'assessore al Turismo Riccardo Coppola. Carrara dunque potrebbe perdere il finanziamento regionale, inclusi i soldi già liquidati che secondo indiscrezioni ammonterebbero a circa 140 mila euro. Ma questa non è l’unica notizia negativa. Sì perché i controlli effettuati proprio dai funzionari inviati a febbraio dall’amministrazione toscana, per i quali almeno per un paio di giorni sono stati appositamente aperti gli uffici di San Martino e della Cava Romana, non avrebbero avuto un esito completamente soddisfacente. In particolare, ma si tratta di indiscrezioni, il sopralluogo a San Martino si sarebbe concluso con la contestazione di alcune spese. Come si legge nella determinazione n 50 del 17/06/2013 e nei documenti allegati, i lavori per recupero edilizio, ristrutturazione, nuova edificazione, impianti generali, area esterna sono costati circa 400 mila euro – di cui 361 mila euro per le ristrutturazioni e 41 mila per gli impianti generali - mentre per gli arredi sono stati spesi 60 mila euro.

Il computo metrico riporta un costo di 28 mila euro per un bancone reception, due poltrone con schienale girevole, quattro poltrone per attesa, quattro scaffalature in acciaio inox, espositori informativi in vetro, video per proiezione filmati sulla città e altri 32 mila euro per un bancone bar attrezzato con celle frigorifere, scaffalature per magazzino, 3 tavoli in acciaio e marmo e12 poltroncine imbottite. Per i pannelli informativi e di segnaletica sono stati spesi 5000 euro e per l’allestimento delle aiuole – inclusa la realizzazione di muri a secco – circa 35 mila euro. Il progetto Piuss di San Martino è già finito nel mirino degli inquirenti, così come quello del Tarnone anche se al momento sullo “stato di avanzamento” delle indagini vige il massimo riserbo.

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