Proteste
Stroncato da un malore a trent’anni
Matteo Micocci, elettricista, aveva avuto un primo aneurisma in estate. Il secondo una decina di giorni fa è stato fatale
CASTELNUOVO MAGRA. Si era sentito male l’estate scorsa: un aunerisma aveva colpito, a soli 29 anni Matteo Micocci, elettricista molto conosciuto da Castelnuovo (viveva nella frazione di Colombiera) a Sarzana. Era cominciato il suo calvario e un lungo periodo di riabilitazione che sembrava ormai completato. Ma una decina di giorni fa la nuova beffa del destino. Il giovane è stato colpito da un altro aneurisma: trasportato d'urgenza in elicottero da Sarzana all’ospedale Santa Chiara di Pisa è qui che è deceduto ieri mattina.
Matteo Micocci era padre di una bambina di 5 anni che aveva potuto riabbracciare da poco, insieme alla compagna e ai suoi genitori Mauro, pensionato della marina Militare e Milena impiegata Asl e prima ancora della provincia. Per lui ormai il peggio sembrava essere passato, un lungo e doloroso cammino che sembrava averlo portato al traguardo.
Era il 7 agosto quando un aneurisma diede avvio al suo calvario, un periodo di sacrifici, angosce e tante speranze. Dopo tanti mesi Matteo aveva recuperato, tornando alla sua vita di tutti i giorni. Lo scorso 19 maggio un secondo, violentissimo attacco: un nuovo aneurisma, ancora più grave di quello che lo aveva colpito in estate.
Da quel momento Matteo (che aveva compiuto 30 anni a gennaio) non si è più ripreso, il decesso è avvenuto ieri mattina. ia la seconda, sapranno dire le cose giuste e rendere presente una figura che da ieri mattina non c'è più.
Il giovane elettricista era un tifoso appassionato della Juventus, e appena gli era possibile seguiva la sua squadra del cuore.
Lascia nel dolore la compagna, la sua bambina, che era diventata la ragione della sua vita, i genitori, i parenti e tutti quelli che gli volevano bene.
La famiglia, seguendo disposizioni di Matteo, ha donato tutti gli organi: il cuore, le cornee, il fegato, e tutti gli altri organi vivranno nei corpi di coloro che li riceveranno in trapianto. Sono stati messi a disposizione. Ed è per questo che non è ancora ufficiale la data delle esequie, che si conoscerà nelle prossime ore.
La notizia della morte di Matteo ha fatto subito il giro di tutta la vallata del Magra dove era molto conosciuto e stimato: gli amici, straziati dal dolore ricordano le serate passate insieme al bar Massimo, e quelle a tavola, dove proprio Matteo si improvvisava chef.
Matteo viene ricordato anche per il sorriso e l’allegria contagiosa: doti che, assicurano gli amici, non aveva mai perso, neppure nei momenti più bui della sua lunga malattia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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