Il Tirreno

«La biblioteca di Avenza deve ripartire»

«La biblioteca di Avenza deve ripartire»

Successo della colletta che ha raccolto seimila volumi Pro Loco e Comitato chiedono di potenziare la struttura

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CARRARA. Dopo il successo dell'iniziativa "Un libro per la biblioteca" conclusasi con la raccolta in pochi giorni di circa 6 mila volumi da destinare alla biblioteca di Avenza, i promotori della "colletta" si rivolgono ai vertici dell'amministrazione carrarese, per chiedere di "ri-potenziare" la struttura affacciata su Parco del Partigiano.

Un appello che questa volta arriva sotto forma di lettera aperta: «La Pro Loco Avenza sulla Francigena e il Comitato per la Biblioteca di Avenza hanno promosso una raccolta di volumi destinati a migliorare e rinnovare il servizio della Biblioteca di Avenza. A questa iniziativa hanno aderito le scuole i commercianti le associazioni del territorio e un gran numero di cittadini che non vogliono una biblioteca declassata, a servizio ridotto e soprattutto dove non trovano spazio ragazzi e bambini. In una città sguarnita di centri di aggregazione giovanili, infatti, la biblioteca resta saldamente un presidio contro il disagio e il degrado sociale, uno spazio libero dov’è possibile non solo esercitare il diritto alla cultura ma stabilire relazioni sociali e stimolare un rinnovato senso di appartenenza alla comunità e al territorio. con questo spirito infatti a Napoli, nel quartiere di Forcella è stata istituita la Biblioteca initolata ad Annalisa Durante, vittima della Camorra e a Roma la nuova Biblioteca “Collina della Pce” in contrada Finocchio, realizzata utilizzando i terreni confiscati alla banda della Magliana per contrastare la povertà minorlie. Carrara in questo senso fu pioniera della cultura diffusa, con la presenza sul territorio di biblioteche decentrate che hanno di fatto contribuito a limitare pericolose sacche di degrado socio-culturale».

«Oggi purtroppo il comune di Carrara, con una serrata politica di accentramento dei servizi, pare aver disconosciuto la natura policentrica, virando bruscamente verso una pericolosa direzione che lo condurrà a non essere più una città ma un’estesa periferia - prosegue la lettera - Avenza è una città di 20 mila abitanti e occupa un’area molto vasta del territorio comunale, spegnere progressivamente i servizi di chio era dotata e smantellare la sua biblioteca (che oggi rappresenta l’unico luogo di aggregazione e di relazione) significa favorire lo sviluppo di un’enorme risacca di emarginazione sociale. Per questi motivi ci appelliamo al vostro senso di responsabilità, chiedendovi di ripristinare il sistema di servizi della nostra biblioteca e di dotarla di un “bibliotecario responsabile” così come avviene a Carrara e Marina di Carrara. chiediamo inoltre che i volumi donati dai nostri concittadini restino a uso esclusivo della sede avenzina, sia per l’urgenza di implementare il patrimonio librario sia in segno di rispetto e gratitudine verso quelle migliaia di persone che si sono mobilitate per la causa. I volumi raccolti sono infatti circa 6 mila: la “colletta” si è conclusa in pochi giorni e la qualità dei libri donati, rappresenta senz’altro un motivo di orgoglio anche per una rinomata biblioteca universitaria».

«Qualunque sarà la vostra decisione (o non decisione) in merito alle sorti della nostra Biblioteca, resta per noi l’orgoglio di appartenere a una comunità fiera e responsabile- si chiude la lettera - Per questo come Comitato e Pro Loco ringraziamo infinitamente tutti coloro i quali con un semplice gesto hanno reso storica ed eccezionale questa iniziativa».

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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