Gioco
Il pm Conforti spulcia tutti i conti di don Euro
MASSA. La procura ha iniziato a studiare le carte sequestrate in casa di don Luca Morini, ribattezzato dai fedeli truffati don Euro. Si tratta di movimentazioni bancarie e altro materiale che...
MASSA. La procura ha iniziato a studiare le carte sequestrate in casa di don Luca Morini, ribattezzato dai fedeli truffati don Euro. Si tratta di movimentazioni bancarie e altro materiale che potrebbero far capire agli inquirenti dove il prelato ha preso il denaro che poi ha speso per ingaggiare gigolò e per acquistare dosi di cocaina. Se ha usato quelli delle donazioni sarà la prova della truffa, altrimenti se sono soldi suoi non gli si potràè contestare alcun reato.
Ieri intanto il parroco sospeso dalla curia non era in casa, o almeno non ha risposto a chi ha citofonato al villino di via Taffaria, dove lunedì mattina i carabinieri, guidati dal maggiore Tiziano Marchi e dal tenente Rosa Sciarrone, si sono presentati per eseguire la perquisizione disposta dal sostituto procuratore Alessandra Conforti. Erano le nove e sono usciti soltanto dopo due ore. Hanno mostrato all’indagato l’ordinanza e dopo aver sequestrato il materiale cartaceo hanno invitato il don a seguirli in caserma dove ha firmato il verbale dell’avvenuta perquisizione. Non sono stati portati via né computer né supporti di memoria (chiavette o schede usb per intenderci). Con il prete c’era il suo legale, l’avvocato Florenzo Storelli, del foro di Lucca.
L’inchiesta è stata aperta a febbraio con l’intento di chiarire l’origine dei fondi con i quali il prete manteneva la sua doppia vita. Diverse le persone che sono andate in procura a raccontare quanti soldi avevano dato al parroco e per quali motivi. Ogni volta - in base ai loro racconti - inventava una scusa diversa: dalla famiglia con bimbi piccoli in difficoltà all’anziana da accudire, dalla missione in Africa da supportare ai lavori da eseguire nelle chiese del circondario. E sempre trovava qualcuno disposto ad aprire i cordoni della borsa. Un giro di svariate decine di migliaia di euro, che il pubblico ministero Conforti adesso deve stabilire che fine hanno fatto.
Ci vorrà un po’ di tempo per ricostruire le movimentazioni bancarie del don. Poi si potranno tirare le fila.
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