Il dolore
Vendita di Area Spa, un altro esposto
Anche Claudia Bienaimè chiede chiarezza: «La perizia è sottostimata: perché?»
CARRARA. La perizia che ha fissato la base d’asta per la vendita di Area Spa è sottostimata: lo sostiene la consigliera Claudia Bienaimè di Carrara Bene Comune che ha inviato un esposto a Procura, Autorità Nazionale Anticorruzione e Corte dei Conti. Com’è possibile che la perizia per la stima di Area Spa sia rimaste pressoché invariata anche dopo il cambio di destinazione d’uso dei piazzali della società, da area di stoccaggio ad area industriale? È questo il quesito al centro dell’esposto con cui Claudia Bienaimè di Carrara Bene Comune ha interpellato Procura della Repubblica, Autorità Nazionale Anticorruzione e Corte dei Conti sulla vicenda della vendita di Area Spa (sullo stesso tema c’è già un esposto di Adesso Massa-Carrara di Marco Musoni).
La storia è quella della società misto pubblico/privata che fa capo ai comuni di Massa e di Carrara e alla Provincia, costituita nel 1991. Carrara ne controlla il 36%, Massa il 4,7% e la provincia il 10,7% mentre il socio privato è la Porto Spa che oltre a possedere il 49% delle azioni ha un contratto d’affitto in esclusiva per l’utilizzo dei piazzali, in parte ceduti al Nuovo Pignone. Nel 2015 i tre enti hanno deciso di dismettere le proprie quote. Per la vendita sono state effettuate alcune perizie. La prima risalente al 2011 curata dal professor Mauro Zavani, la seconda più recente curata dal professor Stefano Coronella. Nel periodo intercorso tra le due perizie, il consiglio comunale di Carrara ha approvato però una variante urbanistica che ha trasformato parte delle superfici – 260 mila metri quadri - da area di stoccaggio ad area industriale.
«Questo ha implicato una mutazione del valore economico, cosa di cui la seconda perizia non tiene conto» attacca Claudia Bienaimè sottolineando che il valore attribuito dai due professionisti alla spa è praticamente identico e con o senza variante si aggira sui 36 milioni di euro. Secondo la consigliera di Carrara Bene Comune dunque il valore è stato sottostimato; e chiede quindi nell’esposto che si faccia chiarezza. «Con la prima asta andata deserta adesso il valore sarà ulteriormente ribassato di un 10%» ricorda l’esponente dell’opposizione auspicando in una pronta risposta delle istituzioni da lei interpellate.
(c.ch.)
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