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Un cadavere e due pantaloni E spunta la pista del libraio

Un cadavere e due pantaloni E spunta la pista del libraio

L’autopsia slitta a questa mattina. Gli inquirenti si concentrano sugli indumenti Indossava un jeans e la tuta. Intanto intervengono gli amici di uno scomparso

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VILLAFRANCA. Bisognerà attendere l’esito del dna per stabilire con certezza le caratteristiche genetiche dell’uomo trovato senza vita sul greto del torrente Magra, in località Chiesaccia. L’autopsia del medico legale Luigi Papi è slittata a stamani. A occhio gli inquirenti dicono che non ha più di quaranta anni e quando è stato estratto dal fango indossava una maglietta e due paia di pantaloni, quello di una tuta sotto paio di jeans. Poi un costume boxer. Elementi che possono sembrare ininfleuenti, ma che hanno già permesso di escludere diverse persone che risultano scomparse in tutta Italia in un arco di tempo che comprende almeno sei o sette anni.

Ne rimane uno ancora da controllare, anche se le possibilità che possa essere di Giuseppe Marchetti il cadavere trovato nel torrente sono pochissime. Sono stati gli amici dell’uomo, un quarantenne, scomparso a novembre del 2014, a chiamare le redazioni dei giornali apuani per segnalare l’eventualità. Ma gli inquirenti già ci stavano lavorando: i capi di abbigliamento non corrispondevano. Anche se in realtà c’è una segnalazione di avvistamento di Marchetti a Sarzana datata febbraio 2015. Tre mesi dopo la denuncia della scomparsa, perciò se è lui quello segnalato da un testimone si può essere cambiato. Ma come detto sono davvero poche le possibilità che si tratti di Marchetti.

Il libraio torinese era scomparso durante una festa di matrimonio a Sasso Marconi, nel bolognese, il 15 novembre. Beppe, come lo cbhiamavano gli amici, stava festeggiando gli sposi in un agriturismo a Mongardino, dieci chilometri sopra Sasso Marconi in mezzo al verde. Verso le 23 si è incamminato a piedi verso Bologna perché voleva prendere il primo treno diretto nel capoluogo piemontese. Con sé aveva solo il suo zainetto rosso, da cui non si separava mai. Da quel momento il buio più fitto. Per giorni e giorni sono state mobilitate forze ed energie per cercarlo fra le colline con l’utilizzo di cani molecolari ed elicotteri con visori termici. Ma nulla, niente In poche ore, dopo la denuncia di scomparsa, si era scatenato un tam tam mediatico che poi è proseguito per settimane. Ci sono state pure alcune segnalazioni ma tutte evanescenti. Come quella di un signore che lo aveva visto camminare in direzione della stazione di Casaleccio. Ma le immagini delle telecamere, poi, non hanno dato esiti positivi.

Le speranze si erano riaccese dopo la segnalazione di Sarzana: un signore ha chiamato i carabinieri sostenendo di avere incontrato il quarantenne proprio per le vie del borgo della Val di Magra. Quando però i militari erano arrivati di “Beppe” non c'era alcuna traccia. Da allora più nulla.

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di Redazione Pisa