Il Tirreno

Sua maestà la China Clementi

Sua maestà la China Clementi

Il prezioso elisir fivizzanese oggi premiato dall’Accademia italiana della Cucina

2 MINUTI DI LETTURA





FIVIZZANO. La China Clementi è una delle eccellenze della Lunigiana, ideata nel lontano 1884 da Giuseppe Clementi, esperto botanico, realizzandolo all'interno della sua farmacia di Fivizzano. Da allora il prestigio di questo elixir viene riconosciutoto anche al di fuori dei confini geografici della Valle della Luna, divenendo biglietto da visita non solo del comune mediceo, ma di tutto il comprensorio.

In virtù di queste peculiarità e del grande rispetto della tradizione che lo caratterizza – le tecniche di produzione non si discostano dalla ricetta iniziale di Giuseppe Clementi, per la sua preparazione la base non può che essere, ovviamente, la corteccia di china, in particolare, delle qualità Calissaia e Succirubra, due fra le più pregiate – il Liquorificio Clemente verrà oggi premiato. Ad esso sarà conferito, da parte della delegazione della Lunigiana dell'Accademia Italiana della Cucina, il premio Massimo Alberini, che verrà consegnato dal coordinatore territoriale Aic, nonché consigliere di presidenza e consultore nazionale dell'Accademia, Franco Milli di Pisa. La cerimonia avverrà alle 19 di oggi con la consegna del riconoscimento al titolare del liquorificio Clemente e proseguirà con una visita al Liquorificio Clementi ed all'Antica Farmacia, concludendosi con una serata conviviale all'albergo ristorante "Il Giardinetto".

Il premio, oltre a certificare questo rinomatissimo prodotto, produce anche un riverbero sulla Lunigiana stessa, alla quale, soprattutto nell'ultimo periodo, stanno giungendo un grande numero di feedback positivi, che donano una dimensione nuova a e più splendente ad un territorio forse troppo sottovalutato, pur possedendo così tante ricchezze.c.b.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze