Sicurezza
Stangata sui canoni: 15,5 euro a tonnellata
MASSA. Annunciata da mesi, già messa a punto e formalizzata da una delibera del 30 aprile scorso, entrano in vigore domani le nuove tariffe dei canoni del marmo e del trasporto lapideo. Per le...
MASSA. Annunciata da mesi, già messa a punto e formalizzata da una delibera del 30 aprile scorso, entrano in vigore domani le nuove tariffe dei canoni del marmo e del trasporto lapideo. Per le imprese del settore sarà una stangata; per palazzo civico si prospetta un aumento degli attuali 1,8 milioni di euro che attualmente incassa dalla fiscalità sul marmo.
Il Comune ha infatti deciso di aumentare, le tariffe, per “avvicinarle ai valori di mercato”. In sostanza: fino a oggi il canone del marmo era fissato a 10,40 euro per ogni tonnellata estratta. Da domani sarà di 14 euro a tonnellata. A questa imposta, dovrà essere aggiunta un “balzello” di 1,55 euro a tonnellata per la tassa di trasporto. In totale: 15,55 euro per tonnellata.
Rimangono invece invariate le tariffe per gli scarti della lavorazione del marmo. I detriti selezionati e quelli destinati alle scogliere continueranno a pagare 3 euro a tonnellata. Il detrito non selezionato rimarrà a 1,10 euro a tonnellata, mentre lo smaltimento delle terre costerà 0,50 euro a tonnellata.
L’aumento, spiega l’amministrazione è «legato alla necessità di garantire una congrua remuneratività per la collettività per lo sfruttamento di una risorsa non rinnovabile». In questa fase, tuttavia, la tariffazione resta legata alla quantità e non alla qualità del materiale estratto. Ma ancora per poco: «A ottobre – spiegano gli assessori Uilian Berti e Giovanni Rutili – sarà varato il regolamento delle cave rispondente al dettato della legge regionale. E con esso i canoni e le tariffe verranno rideterminati in base al valore medio di mercato del marmo estratto in ciascuna cava».
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