Il Tirreno

Prima le accuse del gigolò, poi le Iene

Prima le accuse del gigolò, poi le Iene

Ecco come è nato lo scandalo: «Si fingeva magistrato e organizzava festini a base di cocaina»

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MASSA. Secondo gli inquirenti la truffa nasce nel periodo tra il 2000 e il 2005, quando la curia affida a don Morini la parrocchia di Fossone, a Carrara. È lì che presto il parroco viene ribattezzato don Euro. E il soprannome non è casuale: il prete - racconteranno anni dopo quei fedeli - chiede continuamente soldi. Soldi per le bollette della luce, soldi per i malati, soldi per l’acqua di Lourdes. Soldi per messe, celebrazioni, funerali, confessioni. Pure per cancellare i peccati, stile indulgenze medioevali.

Il sospetto che quel denaro non sia destinato ad opere di bene c’è, non ci sono però le prove che farebbero di un sospetto una certezza. Fino all’estate del 2015 quando alla stampa locale viene recapitata una lettera. La firma un trentenne napoletano. È un “accompagnatore” e racconta che lui Morini lo conosce: il sacerdote - riferisce il giovane - si è finto magistrato e ha trascorso intere serate con lui. Festini, in alberghi lussuosi di Napoli, a base di tartufi e aragosta, sesso, alcol. E - a completare il quadro - cocaina. Il presunto magistrato, in realtà prelato, è generoso e all’accompagnatore regala borse griffate e oggetti di lusso. La storia dalla stampa locale si conquista alcuni servizi delle Iene che danno al caso rilevanza nazionale. Il prete si difende e spiega che i soldi usati sono quelli di famiglia, ma è ben altra l’opinione dei parrocchiani. Di quelli di Fossone, ma anche di quelli di Montignoso, Caniparola, Giungaco. Don Euro di comunità ne ha girate parecchie negli anni. A nove mesi dal primo servizio della trasmissione televisiva di Italia Uno, arriva il secondo, a febbraio. La trasmissione torna a cercare il sacerdote, scoprendo che il parroco, dopo il fattaccio, non è stato denunciato ma non ha più incarichi. Emergono tutti i contorni della vicenda perché le Iene vanno a ritroso per comprendere l’origine dei soldi spesi da don Euro in festini lussuosi. È come alzare il coperchio di una grande pentola: i fedeli escono allo scoperto. Raccontano di sentirsi offesi, umiliati, chiedono alla curia di alzare i toni: non si accontentano della sospensione del parroco, pretendono addirittura la scomunica. Ieri la perquisizione e l’acquisizione di alcuni documenti. Forse la prova della truffa è lì.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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