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Palasport, lavori fermi i genitori protestano

Palasport, lavori fermi i genitori protestano

L’impianto, dopo il crollo del marzo dell’anno scorso, è stato dissequestrato i soldi (240.000 euro) sono stati stanziati, ma il cantiere non è ancora partito

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FIVIZZANO. “Come mai non sono ancora iniziati i lavori di ripristino del palazzetto dello sport?” Lo chiede con una nota la consulta dei Genitori di Fivizzano- Casola, che si è sempre interessata sulle sorti della struttura sportiva e di aggregazione del capoluogo dopo il suo crollo. «Nella più totale indifferenza – scrive la Consulta- e a distanza di più di un anno dal suo crollo, il Palazzetto ha ancora oggi i segni della tempesta di vento che fece in parte crollare le pareti perimetrali con gravi danni, quantificati dall'amministrazione comunale di Fivizzano in 240 mila euro, già messi a bilancio e quindi disponibili per il completo recupero dell'importante e unica struttura sportiva e ricreativa di una certa rilevanza e capienza».

Si ricorda poi che nella struttura tante associazioni hanno potuto svolgere in questi anni la loro attività «e per effetto della sua indisponibilità- dicono i genitori- alcune di queste hanno dovuto forzatamente chiudere i battenti». E si ripercorre l’excursus dopo il crollo del 3 marzo 2015 “la struttura era stata sequestrata dalla magistratura per le indagini del caso, ma già da febbraio di quest'anno è stata dissequestrata e quindi resa disponibile per i lavori di ristrutturazione e adeguamento necessari per restituirla alla nostra Comunità. Ci si aspettava l'immediato inizio dei lavori- dice la Consulta- visto che il Comune ha avuto quasi un anno di tempo per poter fare i rilievi necessari e predisporre il progetto di recupero del Palazzetto. Ma invece dopo tre mesi dal dissequestro tutto è fermo e nessuno dice più nulla sul da farsi, come se la struttura fosse andata nel dimenticatoio, anche il sindaco Grassi che più volte ha dichiarato la sua completa e convinta disponibilità all'immediato recupero dell’edificio non appena questo fosse ritornato nelle sue disponibilità».

Quindi la domanda della Consulta dei genitori rivolta all’amministrazione: «Come mai i lavori non sono ancora iniziati?» E il commento: «Non è più tollerabile che un bene pubblico così importante per tutti noi venga lasciato abbandonato a se stesso, oltretutto in una situazione in continuo peggioramento visto che fenomeni atmosferici come pioggia, freddo e vento hanno aumentato i danni, con conseguente aumento del danno erariale e dei costi per il suo recupero».

Marco Landini

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