Il Tirreno

lo ha deciso il tar

Stop alla cava Castelbaito Fratteta

Uno scorcio di una cava (foto archivio)
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Uno scorcio di una cava (foto archivio)

È nel Fivizzanese ed è gestita dalla Marmi Walton Carrara

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CARRARA. La cava Castelbaito Fratteta nel Fivizzanese resta chiusa. Lo ha deciso il Tar, che ha respinto il ricorso della società Marmi Walton Carrara, presentato contro l’Ente Parco Regionale delle Alpi Apuane; il Comune di Fivizzano; il Ministero dei Beni, Attività Culturali e Turismo; l’Asl 1 - Massa Carrara; Provincia di Massa-Carrara; Agenzia Regionale Protezione Ambiente (Arpa) Toscana. A fianco della Walton, con intervento ad adiuvandum, la Comunione dei beni sociali di Vinca.

L’obiettivo del ricorso era l’annullamento della determinazione del Coordinatore del Settore Tecnico del Parco Regionale delle Apuane, del 30 ottobre 2015, con la quale si imponeva lo stop "delle lavorazioni di estrazione della Cava Castelbaito Fratteta, per cui è stata rilasciata la pronuncia di compatibilità ambientale n. 22 del 31.10.2014, in quanto la compatibilità ambientale di tali attività presuppone il rispetto di specifiche azioni e prescrizioni che al momento il proponente non risulta abbia ottemperato o possa ottemperare". Il sito in cui la Marmi Walton Carrara esercita attività di escavazione e vendita di marmo è di proprietà della Comunione dei beni sociali di Vinca; escava a “Castelbaito-Fratteta”, grazie a un contratto di affitto.

Il contratto prevede l’escavazione di blocchi o informi, e non permette l’asporto dei detriti, che devono essere stoccati. La proprietà di tutto ciò che non è tagliato in blocchi da due tonnellate è quindi della Comunione. Il problema è insorto quando a causa di una serie di ordinanze, è stato impedito il trasporto del detrito sulle strade adiacenti: non potendoli neppure scaricare nei ravaneti, ecco che si deve fermare la lavorazione. Il provvedimento - ricorda inoltre il Tar - è motivato con riferimento anche ad altre circostanze consistenti nella mancata pulizia degli spazi di cantiere e nel mancato monitoraggio delle interferenze tra i lavori e le sorgenti. La Walton, si aggiunge, non dimostra l’avvenuto l'adempimento di queste prescrizioni. Insomma, il ricorso deve essere respinto. Marmi Walton Carrara e la Comunione dei beni sociali di Vinca sono condannate in solido al pagamento delle spese: 1.500 euro per ciascuna controparte.

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