Attenzione
Pochi parking per gli hotel Confesercenti protesta
Gli albergatori chiedono modifiche al Regolamento urbanistico: più parcheggi e maggiori possibilità di ampliamento delle strutture. «Così potremo crescere»
MASSA. «Bene, la camera è ok. Dove posso parcheggiare l’auto?» Quando il cliente pone questa domanda, molti albergatori di Marina di Massa vanno un po’ in crisi. Perchè gli hotel con parking privati sono pochi e non è facile, specie, nelle zone del centro, avere uno spazio di sosta per i mezzi dei vacanzieri. Un problema irrisolto, che danneggia il turismo massese e a cui il Regolamento urbanistico prova a dare risposta. Con il comma 4 dell'articolo 44, dove si prevede di individuare aree da destinare a parcheggio nel raggio di 500 metri, per gli alberghi delle aree del centro (densamente popolate). Una “norma” che però non piace agli operatori del settore. Domenico Antonioli e Nicola Tito dell’associazione Riviera Apuana, aderente a Confesercenti, ne chiedono una modifica radicale. «Si ritiene necessario per andare incontro alle esigenze degli albergatori – dicono insieme – estendere la possibilità di reperire aree da destinare a parcheggi a un raggio più ampio di 1.000 metri e che tale possibilità sia estesa a tutti gli alberghi del territorio, a prescindere dalla zona in cui si trovano». L’associazione chiede inoltre – il tema è già stato sollevato in commissione urbanistica – «una soluzione percorribile per le aree individuate a parcheggio, ma che sono a destinazione agricola».
Ma c’è anche dell’altro. Per discutere dei problemi del comparto alberghiero, la commissione urbanistica aveva chiesto alle associazioni di settore di formulare un documento comune, condiviso da tutte le associazioni. Ma questa condivisione non è arrivata e adesso Confesercenti dice: «Noi ci siamo prodigati affinchè si arrivasse a formulare un documento comune, non ci siamo riusciti e riteniamo che sia ora di finirla di andare sempre divisi ad affrontare problemi che il singolo hotel o la singola associazione non può risolvere». Ma, visto che è andata così, Antonioli e Tito invitano la commissione consiliare «a portare avanti le osservazioni generali già avanzate dai nostri associati». Osservazioni molto critiche, perchè, secondo l’associazione, il nuovo regolamento urbanistico limita molto lo sviluppo delle strutture alberghiere, «non stimolando gli operatori del settore all'ampliamento della propria attività». Mentre gli ampliamenti «porterebbero a generare nuovi posti di lavoro nelle strutture, e in tutte le attività collegate. Inoltre si ritiene inopportuno cambiare così radicalmente un piano con così pochi anni di vita, tenendo presente che alcuni operatori del settore hanno acquistato negli anni passati aree con la finalità di accorparle alle proprie strutture al fine di realizzare ampliamenti come prevedeva il vecchio piano, e ora si vedono cambiare la carte in tavola».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google