Sicurezza
«Non dormiamo più per paura del terremoto»
La richiesta degli abitanti della palazzina in via Pisacane (a rischio sismico): la Regione sblocchi i soldi
MASSA. «Ogni volta che sentiamo parlare di terremoti, come quello di qualche giorno fa in Garfagnana, non dormiamo la notte. Aspettiamo di sapere che ne sarà di noi, ma non ci dicono nulla». Liviana Poggi e Pietro Miceli vivono da quasi quarant’anni nella palazzina in via Pisacane. Hanno acquistato la casa quando ancora nessuno sapeva che era a rischio sismico.
La perizia effettuata dal dipartimento di ingegneria civile dell’università di Pisa ha evidenziato infatti diverse criticità, come la scarsa qualità del calcestruzzo a riempimiento delle tasche, assenza di telai trasversali (e quindi il collegamento è affidato solo ai solai «orditi - come si legge nella perizia - nella direzione ortogonale al lato lungo dell’edificio»), travi in semplice appoggio e molto altro.
Quella palazzina quindi deve essere abbattuta e ricostruita poco più in là. Il progetto c’è, ma i soldi ancora no. E intanto da quattro anni, da quando cioè le cinquanta famiglie (per un totale di circa cento persone) hanno scoperto di vivere in una casa a rischio sismico, non dormono più sonni tranquilli. Alla minima scossa si allarmano, scendono dal letto, escono di casa, maledicono tutto e tutti perché lì non ci vogliono più stare ma non sanno nemmeno dove andare.
Molte delle abitazioni sono case popolari date a persone in difficoltà. Altre sono state acquistate e i proprietari ci vivono dentro. Come Liviana e Pietro, appunto, che hanno contattato la redazione de Il Tirreno come ultima spiaggia per «chiedere alla Regione - dicono a nome di tutti i residenti- di sbrigarsi a dare i soldi». Tutto infatti è fermo nelle mani della Regione, la quale nel 2013, approvò e acconsentì a finanziare il progetto di abbattimento del vecchio e ricostruzione di due nuove palazzine, per 5,2 milioni di euro. I finanziamenti sono rimasti poi intrappolati nel patto di stabilità. Fino alla promessa - da Firenze - di firmare una variante per reintegrare le cifre. «I soldi dovevano arrivare già da tempo - dicono i residenti di via Pisacane - e invece nulla. Viviamo nella paura e nella bruttezza, dal momento che per fare le verifiche anti-sismiche hanno fatto buchi nelle pareti e non li hanno riparati».
(mc)
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