Il Tirreno

Prima i controlli poi le fatture e c’è chi sbaglia

MASSA. Qualcuno sventola il modello F24 con il calcolo della Tari e si fa sentire perché - spiega - di richieste, sul fronte tassa della spazzatura, già gliene erano arrivate. Certo - e questo è un’...

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MASSA. Qualcuno sventola il modello F24 con il calcolo della Tari e si fa sentire perché - spiega - di richieste, sul fronte tassa della spazzatura, già gliene erano arrivate.

Certo - e questo è un’evidenza- la vita del contribuente è davvero dura e solo per orientarsi tra acronimi e sigle ci vorrebbe una laurea in economia con tanto di lode. Materia complessa la finanza locale, così complessa che qualcuno sovrappone i recenti controlli di Master per il recupero dell’evasione con il modulo F24 recapitato nei giorni scorsi per pagare il dovuto.

Sì, perché nei primi mesi del 2016 gli uffici di Master si sono messi al lavoro ed hanno accertato i mancati versamenti o i versamenti parziali. Così c’è chi è stato “richiamato all’ordine” e ha versato quanto mancava. A qualcuno, invece, è stato semplicemente chiesto di provare l’avvenuto versamento e ora, passati pochi mesi, di fronte al modulo di pagamento, alza la voce e contesta. Spiegando di aver già pagato e anche già esibito tutta la documentazione. Un po’ di confusione, quindi, tra i controlli fatti sul versamento relativo all’anno di imposta 2015 e la richiesta di pagamento per il 2016.

A complicare il quadro ci si mette il fatto che, per chi volesse pagare la Tari in un’unica tranche piuttosto che in 4 rate scaglionate, il giorno della scadenza coincide con quello previsto per la prima rata della Tasi (tassa sui servizi indivisibili, dalla luce al verde) e dell’Imu (l’imposta municipale sugli immobili, riedizione della vecchia Ici). E quella data è il prossimo 16 giugno.

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