Il Tirreno

Parco didattico Wwf a rischio chiusura «Siamo indebitati»

di Melania Carnevali
Parco didattico Wwf a rischio chiusura «Siamo indebitati»

L’allarme del direttore Luca Giannelli: abbandonati da tutti E intanto domenica salta la ventennale festa delle oasi

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Quest’anno il parco del Wwf dei Ronchi non festeggerà la Giornata delle oasi nazionali (che cade il 29 maggio). Niente pavoni o tartarughe marine. Niente visite guidate tra uccelli selvatici e piante profumate. Niente giochi, filmati, scoperte. Il parco domenica rimarrà chiuso, per la prima volta - in occasione di questa ricorrenza - in vent’anni. Lo ha annunciato lo stesso direttore del parco, Luca Giannelli, spiegando anche perché: «Non abbiamo più soldi - dice - Abbiamo l’acqua alla gola, non ce la facciamo più e l’amministrazione ci ha abbandonati».

Il parco rischia la chiusura a causa di un debito di oltre 20mila euro che si accumula di anno in anno. Dal Comune infatti arrivano solo 2,6 mila euro all’anno – anche se il contratto stipulato alla nascita del centro nel 1996 prevedeva 10 milioni delle vecchie lire, più la manutenzione. A questi, fino a qualche anno fa, si aggiungevano i 20 mila euro che arrivavano dalla Provincia per gli animali selvatici. Cifra - già di per sè- inconsistente se si pensa che solo per gli animali selvatici servivano almeno 40 mila euro all’anno, ai quali vanno aggiunte le altre decine di migliaia di euro per gli altri animali, quindi per l’assicurazione, i mezzi, la manutenzione, il cibo, i veterinari, la benzina, le telecamere, l’allarme, e ancora e ancora per un totale di circa 80 mila euro all’anno. Il centro di recupero per gli animali selvatici ha già chiuso i battenti, per cui anche i soldi della Provincia sono spariti. Adesso rischia di chiudere anche tutto il resto: un parco che è anche un centro didattico. Un luogo dove si imparano a conoscere gli animali e le piante. Dove ci si allontana per un momento dal cemento per scoprire la natura. Senza dimenticare che è lì che vengono portati ancora molti animali feriti. Proprio due giorni fa è arrivata al centro una tartaruga di terra ferita, probabilmente da un tosaerba. «È stata trovata per strada e me l’hanno portata - racconta Giannelli -Dal veterinario e sarò costretto a lasciare il conto da pagare. L’ultima tartaruga mi è costata 300 euro. In tutto io ho debiti da 20mila euro». Sono tanti gli animali tratti in salvo dal centro sin dalla sua nascita, sia selvatici che non. Tanti i bimbi che si sono avventurati in quel mondo, come in una viaggio di andata e ritorno nel paradiso. «Se riusciamo ad andare ancora avanti senza uno straccio di finanziamenti - spiega ancora Giannelli - lo dobbiamo al carcere di Massa, che ha mandato volontari ad aiutarci nei lavori di manutenzione e al Ww stesso». Per portare avanti il parco servirebbero almeno 10mila, quelli che Giannelli chiede adesso all’amministrazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa