Sicurezza
Maxi evasione, denunciato il re dei tir
Riccardo Trusendi dichiarava redditi fasulli, anche di 1 euro solo, anziché milioni. Con lui nei guai altre sette persone
FIVIZZANO. Dichiaravano redditi fasulli, anche di 1 euro solo, nonostante incassassero milioni e milioni di euro. E presentavano documentazioni incomplete o si buttavano in giri fiscali da capogiro pur di far perdere le tracce dei soldi guadagnati. Il tutto per un’evasione fiscale da oltre 30milioni euro.
Si è chiusa con otto denunce l’operazione “Easy money” della Guardia di finanza indirizza alla lotta alle violazioni fiscali. A finire (nuovamente) nei guai è Riccardo Trusendi, 72 anni, di Fivizzano, imprenditore nel campo degli autotrasporti, finito in manette la scorsa estate con l’accusa di bancarotta fraudolenta e riciclaggio di denaro, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Dia di Genova sulle organizzazione ’ndranghetista facente capo a Domenico Romeo. Secondo gli inquirenti Trusendi era a capo di un gruppo che ri ripuliva i conti di società sull’orlo del fallimento, poi ne creava altre, ad hoc, per dirottare i soldi in paradisi fiscali.
Gli investigatori avevano ricostruito un vorticoso giro di denaro e camion, compravendite sospette di tir e motrici e container. Tanto che, al momento della perquisizione domiciliare, gli investigatori della Dia avevano trovato - in casa Trusendi - un milione di euro in contanti, suddiviso in mazzette riposte in varie parti della casa e in una cinquantine di giacche.
L’indagine della Guardia di finanza prende le mosse da qui, da sospetti più che fondati. Hanno avviato indagini inizialmente nei confronti di una società di capitali «individuata - fanno sapere le fiamme gialle - tramite applicativi informatici di analisi di rischio e di intelligence sul territorio», e proseguita poi con verifiche fiscali nei confronti di altre sei società, operanti quasi tutte nel settore del trasporto merci su strada, gestione e movimentazione di container. Etutte riconducibili al “re dei tir”, ossia Trusendi.
Dalle indagini è emerso un enorme quadro di illegalità in campo tributario. A partire dall’intestazione delle società a prestanomi, sempre gli stessi, tra cui anche la moglie e la figlia di Trusendi, che si occupavano della gestione, operando come amministratore di fatto.
Dalle indagini dei finanzieri poi sono spuntate fatture per di milioni di euro tra queste società legate tra di loro. Le cosiddette operazioni infragruppo emesse - secondo gli inquirenti - proprio per evadere imposte e creare crediti Iva da utilizzare per pagare ritenute fiscali e contributi previdenziali.
È stata poi scoperta la «sistematica» - fanno sapere le fiamme gialle - mancanza di parte della documentazione contabile riferibile alle singole società, «allo scopo - dicono - di impedire la ricostruzione dei volumi di affari e della posizione fiscale».
E ancora: dichiarazioni dei redditi caratterizzate dalla mancata indicazione di «ingenti ricavi conseguiti: in taluni casi - fa sapere la Guardia di finanza - indicavano un reddito conseguito pari a solo 1 euro». E infine la mancata registrazione dei flussi di liquidità delle singole società, inerenti le cessioni o prestazioni documentate come eseguite o ricevute.
Il tutto per un’evasione, come detto, da oltre 30 milioni di euro. Gli uomini delle fiamme gialle hanno infatti scoperto 87 milioni di euro di redditi non dichiarati, 21 milioni di evasione dell’Ires, 6,9 milioni di Iva dovuta e 3 milioni non versati, un’evasione di Irap per 1,7 milioni, contributi previdenziali non versati per 1,5 milioni.
Complessivamente sono sette le società coinvolte, a vario titolo, nel sistema di evasione fiscale, contributivo e previdenziale. Le persone denunciate otto e i reati contestati sono: dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, omesso versamento di ritenute dovute o certificate, indebita compensazione.
Nell’ambito delle indagini - su proposte avanzate dal nucleo di polizia tributaria e di richieste della procura - il gip ha emesso il sequestro preventivo per una somma di denaro pari a 588.950,05 euro.
Melania Carnevali
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