Sicurezza
"Petizione No Gaia a quota ottomila firme"
Il comitato “Acqua alla gola” ieri ha incontrato il M5S. Carlo Casotti: io ho finito tutti i miei risparmi per pagare le bollette
MASSA. «Io ho speso tutti i miei risparmi per pagare le bollette dell’acqua. Quindi, se farete una manifestazione, ci sarò. Verrò con il mio megafono e mi farò sentire. Contatemi». Anche Carlo Casotti «combattente storico» - come si definisce lui - negli anni della Farmoplant, si schiera accanto ai No Gaia. E lo fa «a nome dei superbollettati di Alteta», dice lui, frazione di Massa dove vive, durante l’incontro che ha preso vita ieri pomeriggio nella galleria Raffaello Sanzio, nella sede del Movimento 5 Stelle. Il tema all’ordine del giorno era proprio Gaia. E invitati erano i cittadini del comitato “Acqua alla gola”, gli stessi che nelle settimane scorse sono scesi in piazza, hanno incontrato il vescovo, sono andati a Striscia la notizia, hanno ottenuto un incontro con l’amministrazione comunale e la società che gestisce il servizio idrico nel territorio. Sempre per lo stesso motivo: dire che non ne possono più di pagare l’acqua a così caro prezzo.
E allora hanno presentato - a amministrazione e Gaia - un documento con dieci proposte che «da una parte - spiega durante l’incontro di ieri Francesca Galloni, di Confconsumatori e anima del comitato - mirano a ridurre le bollette, dall’altra a semplificare la burocrazia. Anche se - chiarisce - rimane un punto fermo: la nostra prima richiesta è quella di uscire da Gaia».
Per questo hanno anche promosso una petizione arrivata già a 8 mila firme. «Quando arriveremo a 20mila - quasi urla, durante l’incontro, Galeano Fruzzetti, altra anima del comitato cittadino - o usciamo da Gaia noi o se ne vanno loro dal Comune».
Un “loro” inteso come amministrazione comunale, rea - dicono dal comitato - di glissare un po’ troppo sulle richieste dei cittadini. «Siamo usciti dall’ultimo incontro con l’amministrazione - commenta ancora la Galloni - molti delusi. Delusi per una società che non ci ascolta, e per un sindaco che ha dimostrato solo timide aperture che poi, magari, non porteranno da nessuna parte. Basta pensare che le nostre bollette aumenteranno dell’8% nel prossimo biennio: questo significa che l’amministrazione non ha intenzione di venirci incontro».
Presenti all’incontro c’erano anche il consigliere regionale per i Cinque Stelle, Giacomo Giannarelli, e i due consiglieri comunali, Luana Mencarelli e Riccardo Ricciardi. Tutti con il dito puntato sulle amministrazioni (locale e regionale) e sul Pd «che è poi quello che - fa sapere Giannarelli - a livello regionale ha promosso la riforma dell’Ato. Il problema - dice il consigliere - non è Gaia, ma la gestione privatistica dell’acqua. E questa organizzazione è il Pd ad averla promossa».
«Noi come 5S - commenta Mencarelli - abbiamo proposto e fatto approvare ordini del giorno che contenevano molte delle richieste che voi (il comitato, ndr) state ora avanzando. Ma sono stati accartocciati e dimenticati».
Il M5S ha anche risposto punto per punto al «decalogo» - come sono state ribattezzate le richieste avanzate all’amministrazione e a Gaia, spiegando ad esempio che in Italia «siamo quelli che pagano più di tutti di depurazione e fognatura. Nell’ultima revisione tariffaria approvata dell’Ait il costo di depurazione - si legge nel loro documento - è stato infatti raddoppiato e, attenzione, si è passati da una tariffa a scaglioni a una fissa». Il M5S per questo chiede un ritorno a una tariffa a scaglioni contrariamente a quanto chiede il comitato che, appunto, rivendica una tariffa fissa (e più bassa).
Intanto i cittadini si preparano per scendere nuovamente in piazza. Lo faranno l’8 giugno. «Sarà una manifestazione ancora più importante delle altre - annuncia Fruzzetti - perché questa volta saremo sotto il Comune e saremo più di prima».
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