Il Tirreno

No al primo soccorso a Carrara. La “sentenza” dell’Asl

di Cinzia Chiappini
No al primo soccorso a Carrara. La “sentenza” dell’Asl

E sulle Case della Salute, l’azienda ammette: siamo in ritardo

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CARRARA. Sull’allestimento delle nuove sedi delle Case della Salute c’è ancora da lavorare, ma i servizi agli utenti sono comunque garantiti: da escludere, in ogni caso, l’ipotesi che esse possano ospitare un punto di primo soccorso. Parola di Monica Guglielmi, responsabile della zona distretto delle Apuane e di Mauro Vatteroni, coordinatore delle associazioni funzionali territoriali per la zona delle apuane, che hanno fatto il punto sui servizi territoriali, rispondendo indirettamente alle istanze sollevate dal comitato Rivogliamo il Monoblocco. «Sull’assistenza domiciliare siamo ai primi posti in Toscana e anche per quanto riguarda l’assistenza intermedia (o territoriale) i servizi offerti sono di livello, con 34 posti per le cure intermedie» parola di Monica Guglielmi, Responsabile della Zona Distretto delle Apuane che, parlando della gestione dei pazienti al di fuori del Noa, ha sottolineato che nessun malato viene mai abbandonato.

Il problema semmai sono le Case della Salute o meglio le nuove sedi destinate ad ospitarle con tutti i servizi annessi. Quali? Dagli ambulatori dei medici di famiglia e dei pediatri, al centro unico prenotazioni, passando per il centro prelievi e possibilmente qualche ambulatorio specialistico: questi i requisiti minimi affinchè una struttura possa essere definita una Casa della Salute. In collaborazione con il servizio della guardia medica, poi, può essere erogata anche un’assistenza 24 ore su 24, cosa assai difficile, al momento, a causa di un contenzioso sindacale in corso a livello nazionale. Anche per questo, le strutture di Montignoso, Avenza e Carrara centro restano aperte solo nelle ore diurne mentre Massa è l’unica a effettuare servizio “H 24”, sette giorni su sette. I problemi però non sono solo di natura “contrattuale”: la Casa della Salute di Carrara, oggi ospitata alla sede del Cup in piazza Sacco e Vanzetti, attende di essere trasferita al vecchio Ospedale Civico dove devono essere effettuate una serie di opere edili previo “trasloco” di alcuni ambulatori – vedi ginecologia, mammografia e senologia – al Monoblocco. La Casa della Salute di Avenza, dal canto suo, deve essere “ampliata” andando ad occupare i locali della ex media Da Vinci a disposizione ormai da gennaio.

«Attualmente non sono in grado di comunicare i tempi di completamento delle sedi» ha ammesso la dottoressa Guglielmi. «I servizi comunque sono garantiti» ha tenuto a precisare il dottor Mauro Vatteroni, spiegando che ad esempio la Casa della Salute di Carrara, con i suoi 7 medici di famiglia, “serve” 10.000 utenti (circa 150 al giorno). E per quanto possano essere migliorati e potenziati servizi e sedi, hanno detto chiaramente la dottoressa Guglielmi e il dottor Vatteroni, una Casa della Salute non potrà mai ospitare un punto di primo soccorso né “smaltire” i cosiddetti codici bianchi. «Per l’assegnazione del codice servono strumenti diagnostici disponibili solo al Pronto Soccorso» ha tagliato corto il dottor Vatteroni, stroncando le speranze dei 7.000 carraresi che hanno sottoscritto la petizione del comitato “Rivogliamo il Monoblocco” per aprire un punto di primo soccorso a Carrara. «È tecnicamente impossibile se non pericoloso» ha aggiunto il professionista, precisando che solo in centri molto isolati e distanti dagli ospedali, le Case della Salute possono essere dotate degli strumenti necessari per il primo soccorso, «ma non certo in una città come Carrara – ha concluso Vatteroni - che sorge a 15 minuti dal primo ospedale».

E parlando di Case della Salute, ospedale e non solo, il direttore del Noa Giuliano Biselli e la dottoressa Guglielmi hanno ricordato che ormai dal 2 febbraio è stato introdotto il divieto di fumare nelle pertinenze di tutte le strutture sanitarie, incluso l’Ospedale di viale Mattei. Sigari e sigarette dunque sono banditi non solo all’interno del nosocomio, ma anche negli spazi esterni. Per i dipendenti tabagisti l’azienda ha addirittura avviato una serie di corsi al Sert, accolti con una buona dose di resistenza dal personale. Per quanto riguarda invece gli utenti, la direzione sanitaria ha rinnovato l’appello a rispettare il divieto che vale per l’ospedale e per tutte le strutture sanitarie.

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