Il dolore
Mense sospese, i genitori non si arrendono
All’infanzia il servizio si interrompe il 17 giugno. Le mamme raccolgono le firme e scrivono in Regione
MASSA. Le mamme sono convinte che un margine di azione ancora ci sia. Ma anche nel caso in cui il dado sia definitivamente tratto, loro la battaglia la portano avanti comunque perché sia chiara la loro posizione e il disservizio non si ripeta.
Chi ha un bambino alla primaria può tirare un sospiro di sollievo: a scuola le cucine rimarranno in funzione fino al 10 giugno quando i cancelli - nel rispetto del calendario regionale - si chiuderanno per riaprirsi a settembre. Tutta un’altra storia, invece, per chi non è ancora alle prese con zaino e libri e frequenta l’infanzia. La Regione, infatti, ha previsto che i bimbi si possano mettere il grembiulino a quadretti fino al 30 giugno e così sarà, con la differenza, però, che dal 20 giugno le cucine chiuderanno i battenti. Fornelli spenti, niente pranzo a scuola. L’equazione è presto fatta: se il pranzo a scuola non c’è, non c’è neppure il tempo pieno. Vero che l’infanzia non è scuola dell’obbligo, altrettanto vero - sottolineano le mamme - che tutti sono concordi nel riconoscere il ruolo didattico della scuola di infanzia. Le famiglie non contestano soltanto la sospensione della mensa prima della fine dell’anno, ma sottolineano il fatto che la decisione non è stata presa a settembre, quando mamme e papà, informati, avrebbero potuto provvedere, ma a maggio inoltrato. Costringendo i genitori a soluzioni di ripiego e a fare salti mortali per conciliare tempi di vita e di lavoro. Salti mortali evitati solo da chi il bambino lo ha iscritto all’infanzia di Turano: lì la dirigente Iole Cimoli ha deciso che si mangia tra i banchi fino al 30 giugno, salvando così l’uscita pomeridiana delle 16.
Le mamme - quelle di Ortola e Candia in prima fila - non si danno per vinte, certe che la scelta di sospendere il servizio rappresenti una lesione del diritto. Una battaglia, quella delle famiglie, portata avanti a suon di firme: i moduli - fanno sapere - sono stati consegnati alla farmacia di Ortola e chiunque fosse interessato può rivolgersi lì per scrivere il suo nome e cognome e mettere, così, nero su bianco, il suo dissenso rispetto alla scelta di circoli scolastici e istituti comprensivi si sospendere la refezione. Raccolta firme, ma non solo perché ieri pomeriggio alcuni genitori hanno preso contatti con gli uffici regionali del provveditorato, chiesto un colloquio e anticipato che a breve a tutti gli enti competenti verrà inviata una lettera.Con lo scopo - aggiungono i genitori - di garantire la mensa fino all’ultimo giorno anche alla scuola di infanzia: «Siamo consapevoli - puntualizza una mamma - che il Comune non ha alcuna responsabilità, per questo chiediamo ai dirigenti scolastici che hanno deciso l’interruzione del servizio di offrire una motivazione valida».
Nei prossimi giorni la risposta alla lettera. Anche perché i tempi sono brevi e organizzare un servizio mensa per decine di bambini - piccoli - non consente approssimazione e impone piuttosto organizzazione massima». (c.s.)
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