Sicurezza
Blitz dei Nas, sigilli a 200 tonnellate di grano
Il frumento trovato in un capannone ad Albiano, fra polvere e tracce di topi. Istanza di dissequestro
ALBIANO MAGRA. Oltre duecento tonnellate di grano, proveniente dall’ex Unione sovietica accatastati in un capannone nella zona artigianale di Albiano Magra sono state sequestrate dai carabinieri del Nas; provvedimento di sequestro anche del capannone. È l’esito di una attenta indagine sulle rotte delle materie prime alimentari condotta dal Nucleo antisofisticazioni dell’Arma e coordinata dalla procura della Repubblica di Massa (l’inichiesta è condotta dalla pm Roberta Moramarco).
Due persone, una di nazionalità moldava, l’altra russa, titolari di una società di import-export specializzata in derrate alimentari, sono state denunciate.
Insetti morti, tracce di topi, segatura, polvere, lanuggine di piante. Questo hanno trovato i carabinieri e i tecnici dell’Asl nel capannone di Albiano. Dove il carico di frumento, 229 tonnellate, destinato a essere trasformato in mangimi per animali, era stato stoccato senza alcuna protezione: non in contentitori appositi o sacchi, ma gettato sul pavimento. Gli inquirenti e i tecnici dell’Asl hanno riscontrato carenze igieniche anche nel resto della struttura. In altre parole, il grano era conservato senza rispettare le norme riguardanti la sicurezza igienico sanitaria. Da qui il provvedimento di sequestro della merce e dell’impianto. A cui però i destinatari del provvedimento, cioè, i titolari dell’azienda, si sono opposti, chiedendo il dissequestro della loro merce.
L’istanza di revoca del provvedimento giudiziario è stata presentata dal legale dei due imprenditori al tribunale del Riesame di Massa. Nell’udienza, la pubblico ministero Moramarco si è espressa contro la richiesta dell’avvocato difensore, il giudice per il Riesame Giovanni Sgambati, dopo aver esaminato gli atti relativi all’inchiesta e al sequestro, si è riservato di decidere sulla richiesta avanzata dalla difesa.
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