Il Tirreno

il caso

L’asilo non è più a norma: l’Arcobaleno si trasferisce

di Manuela D’Angelo
L’asilo non è più a norma: l’Arcobaleno si trasferisce

Bagarre in commissione per l’adeguamento dell’edificio in via Maternità. L’opposizione teme che il trasloco all’ex Mattatoio diventi definitivo

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. L’asilo nido Arcobaleno di via Maternità non è conforme alle normative di sicurezza, praticamente non è del tutto sicuro per i bambini e per questo, con la fine dell’anno scolastico il 30 giugno, sarà chiuso dall’amministrazione e verrà riaperto soltanto tra un anno, quando tutto sarà in regola. Ci sono voluti 10 anni, 3 sindaci e una commissione consiliare infuocata, quella di ieri mattina, per far ammettere al Comune che per troppo tempo l’asilo al primo piano di via Maternità non doveva rimanere aperto.

«Non è abusivo, né inagibile - spiega alla commissione lavori pubblici e istruzione, riunite insieme, il dirigente del settore Massimo Tognocchi - non si è mai proceduto per deroghe, non c’era nulla da cui derogare, l’asilo è sempre stato lì. Però non è conforme alle normative di sicurezza». A dirlo, in più, c’è un documento dei vigili del fuoco che nel 2006 dice “no” al progetto di adeguamento presentato dagli uffici comunali (in quella scuola manca la scala antincendio, per dirne una) per un semplice motivo: al primo piano di quell’edificio il progetto parla di uffici e non di un asilo. Quando, infine, nel 2013 subentra l’amministrazione Volpi, viene chiesto agli uffici un resoconto sullo stato di salute degli asili comunali e il geometra Biancolini, anche lui presente in commissione ieri mattina, conferma di aver firmato una relazione in cui dava parere positivo a quattro asili comunali, lasciando un dubbio su quello di via Maternità il quale, secondo il geometra, è «messo molto peggio degli altri».

[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.10415838:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2014/12/01/news/aiuto-il-nido-non-e-sicuro-l-allarme-delle-mamme-1.10415838]]

In pratica: l’edificio di via Maternità, piano terra e primo piano, è ad oggi “regolato” da un unico progetto in possesso dell’amministrazione, che prevede un asilo al piano terra e uffici al primo piano: «È stata la volontà politica- commenta Biancolini in commissione- a volere l’asilo sia al piano terra sia al primo piano; questa responsabilità non è dei tecnici». Passano tre anni e l’Arcobaleno rimane comunque aperto: d’altro canto nessuno aveva sentito l’esigenza di chiuderlo, né il sindaco Neri nel 2006, né Pucci dal 2008, né Volpi fino ad oggi. L’assessore ai lavori pubblici Uilian Berti, che è stato invitato a partecipare alla prossima riunione, non vuole però si parli di asilo non sicuro: «È ovvio - dice - che nei decenni sono cambiate le misure richieste dalle leggi per la sicurezza degli edifici scolastici, e che, se dovessimo far evacuare tutte le scuole e gli asili non proprio conformi, i nostri ragazzi farebbero lezione per strada, nella maggior parte dei casi; l’asilo di via Maternità va adeguato alle ultime normative e noi abbiamo avuto il coraggio di chiuderlo temporaneamente per poter iniziare i lavori».

Il presidente della commissione Simone Ortori chiede con una interpellanza urgente «quali sono le condizioni dell’asilo Arcobaleno, i motivi che ne pregiudicano l’utilizzo e una programmazione dei lavori futuri» perché, dalle voci di corridoio, non appare tanto scontata la riapertura dell’asilo di via Maternità. In commissione scoppia un caso politico: l’opposizione, Arancioni, Italia Unica, 5 Stelle, e anche una parte del Pd, non crede che l’Arcobaleno verrà chiuso perché non a norma (e in effetti prima di oggi nessuno lo aveva mai dichiarato), ma crede invece che l’amministrazione abbia avuto la necessità di aprire l’asilo all’ex mattatoio, per non perdere i soldi della Regione e, non essendoci risorse per un asilo in più, ha pensato di chiudere quello in via Maternità, cogliendo la palla al balzo di lavori di ristrutturazione fermi da 10 anni. Inoltre qualcuno ha posto anche l'attenzione sui finanziamenti regionali del Piuss: la Regione li ha concessi per l’apertura di un asilo, che aggiungesse offerta alla cittadinanza; un servizio in più insomma, non uno in meno. Ma se l’asilo di via Maternità rimarrà chiuso, considerando che Berti ha parlato di lavori lunghi almeno un anno e costosi, per adeguare un intero piano pensato ad uffici, che dovrà diventare un asilo a norma e per i quali ancora non c’è progetto né finanziamento, la Regione potrebbe chiedere indietro i soldi del Piuss?

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web