Il Tirreno

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Centro informazioni, oltre mezzo milione di spese ma è ancora chiuso

di Cinzia Chiappini
Il centro informazioni di  San Martino
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Il centro informazioni di San Martino

Lo strano caso di San Martino: costata 577.000 euro e all'apparenza pronta, la struttura ancora non funziona

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CARRARA. Oltre mezzo milione di euro spesi per la ristrutturazione e l’arredo di una struttura sostanzialmente completata e di cui si attende solo l’apertura: ma da ormai un anno il centro di accoglienza turistica a San Martino è in stand by in attesa dei collaudi. Tutto è iniziato nell’estate del 2010 con i primi atti dell’amministrazione per l’avvio dei Progetti Piuss, i Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile finanziati dalla Regione Toscana: tra i vari provvedimenti adottati all’epoca c’è anche la delibera, datata 27 luglio dello stesso anno per «il recupero di un immobile di proprietà comunale per realizzazione ufficio informazione e accoglienza turistica» con tanto di progetto definitivo allegato. Da allora è stato speso oltre mezzo milione di euro in poco meno di sei anni ma la struttura attende ancora di essere inaugurata.

La vicenda è quella dell’info point di San Martino, uno dei progetti Piuss lanciati a Carrara nel 2009 e non ancora terminati. Nessuna delle opere programmate è stata ancora consegnata all’uso pubblico e i cantieri sono stati tempestati da una infinita serie di ostacoli. Incluso appunto quello del centro di accoglienza per turisti situato alle porte di Carrara: lo stabile una volta entrato in funzione dovrebbe implementare l’offerta dei servizi di accoglienza – con il trasferimento del check point dei bus e la possibilità di noleggiare una jeep per la visita alle cave partendo direttamente dalla periferia cittadina – e “agevolare” l’accesso dei visitatori al centro, con tutti gli immaginabili benefici per il commercio carrarese. Uno snodo importante, dunque, come conferma l’entità dell’investimento per la ristrutturazione formalizzato nella determinazione 113 del 22 settembre 2015. In quell’atto si legge che 359.673 euro sono serviti per la ristrutturazione edilizia, 41.483 euro sono stati spesi per gli impianti generali, addirittura 31.160 euro per gli arredi e altri 31.500 euro per «progetti e realizzazione dei pannelli informatici e segnaletica coordinata informazioni turistiche», senza dimenticare i 3.426 euro necessari all’allaccio di Gaia.

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A queste seguono altre voci prettamente “tecniche”, che vanno dall’importo per l’attuazione del piano della sicurezza all’Iva, per un totale di 577.671 euro. La determinazione che riporta queste cifre, firmata dall’allora dirigente del settore attività economiche e turismo Pierluigi Bessi, è arrivata a seguito di un altro atto, altrettanto significativo approvato dalla giunta il 21 luglio 2015 ovvero il giorno stesso del blitz con cui la Guardia di Finanza ha “attenzionato” i documenti relativi alle opere svolte e all’assegnazione dei lavori di San Martino. Dopo l’arrivo delle fiamme gialle, la giunta si è riunita, e ha revocato la procedura di gara precedentemente bandita, per l’assegnazione della gestione integrata del servizio di accoglienza e informazioni presso il Check point Stadio, il Punto Blu di Marina di Carrara e – proprio - San Martino. La procedura non era ancora arrivata al termine e al momento della revoca, non c’era ancora il nome dell’aggiudicatario.

Tra i motivi addotti a sostegno dell’opportunità della revoca, oltre all’inchiesta della Guardia di Finanza su San Martino di cui è avuta notizia quel giorno,la giunta citava anche il cambio alla guida dell’assessorato competente, in riferimento alla fresca nomina di Riccardo Coppola come responsabile del turismo. Nella deliberazione 383 del 21 luglio 2015 si legge infatti che veniva «ravvisata non sussistere (…) l’opportunità di proseguire la procedura per l’affidamento del servizio stesso (…), stante le indagini in atto sul fabbricato di San Martino, unitamente alla revisione delle deleghe in materia di turismo». La gestione dello stabile dunque veniva stralciata, proprio per la necessità di dover «attendere le risultanze delle indagini della Procura».

A poco meno di un anno da quella vicenda, il centro di San Martino è ancora chiuso e il caso è finito in commissione Controllo e Garanzia: i consiglieri presieduti da Federico Bonni (M5S) hanno già ascoltato Vittorio Benedetti, presidente di Endas Turismo Massa-Carrara – l’associazione che si è aggiudicata la gestione provvisoria del Check Point dello Stadio - e il dirigente Pierluigi Bessi a cui sono state recentemente tolte le deleghe relative al settore turismo (subito dopo l’apertura dell’inchiesta sull’affidamento della spiaggia comunale della Fossa Maestra). Secondo quanto riferito sia da Benedetti sia da Coppola al nostro giornale, a San Martino i lavori sono terminati da almeno un anno ma la struttura non può entrare in funzione per la mancanza dei collaudi: sul perché queste procedure non siano ancora state effettuate nessuno dei due è stato in grado di rispondere. Intanto però secondo indiscrezioni per almeno un paio di giornate i battenti dello stabile sarebbero in effetti stati aperti: è accaduto a febbraio in concomitanza con le verifiche dei funzionari della Regione sui progetti Piuss. Per l’occasione le porte dell’info Point di San Martino si sarebbero spalancate, ma solo per i “controllori” dell’amministrazione toscana, salvo poi richiudersi immediatamente dopo la visita.

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