Il dolore
«Chiarezza sul ritardo in Cassazione»
Inchiesta sulla tassa marmi: il Gruppo di intervento giuridico sollecita il Procuratore
CARRARA. Fare chiarezza sul caso del ricorso presentato in ritardo dalla Procura in Corte di Cassazione, motivo per cui - il ritardo di sei giorni - la Suprema Corte ha respinto il ricorso stesso contro la sentenza di non luogo a procedere nei confronti della giunta comunale e dei rappresentanti delle imprese in merito ai presunti accordi sulla tassa marmi. A chiederlo è il Grig, “Gruppo di Intervento Giuridico onlus”, che con una nota a firma della referente del presidio delle Apuane, Franca Leverotti, chiede «al Procuratore della Repubblica di Massa, dottor Aldo Giubilaro, che sia fatta chiarezza in merito alla mancata ottemperanza della scadenza da parte degli Uffici della Procura e siano presi gli opportuni provvedimenti nei confronti di eventuali responsabili, dal momento che , a parer nostro, è stato leso il diritto dei cittadini e dello Stato ad aver giustizia».
Come abbiamo scritto nei giorni scorsi, il definitivo non luogo a procedere nell’inchiesta sui presunti accordi fra amministrazione comunale e imprese sulla cosiddetta tassa marmi è statop dovuto perrché il ricorso contro il proscioglimento del gup è stato presentato in ritardo dalla Procura di Massa-Carrara. Sei giorni, sufficienti perché nel marzo scorso la Corte di Cassazione neppure entrasse nel merito della complessa vicenda ma anzi, lo stesso Procuratore generale di fronte al ritardo aveva chiesto l’inammissibilità del ricorso. Da qui, come detto, la conferma della sentenza del 25 giugno 2015, quella con la quale il gup Antonia Aracri aveva stabilito il non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste” per tutti i quindici indagati.
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