Sicurezza
Porfirio, dopo 6 anni giù il gazebo e anche dodici multe
L’amarezza del titolare Davide Gigli e del suo avvocato: «Le contravvenzioni notificate tutte in una volta sola...»
CARRARA. Davide Gigli, il titolare di Porfirio il pub di via Rinchiosa a Marina di Carrara, ha smantellato il gazebo, installato sei anni fa. Dovrà inoltre tenere chiusa l'attività per 5 giorni. Chi ha seguito la vicenda fin dall'inizio sa che successivamente all'ordinanza del Comune risalente al marzo scorso, era stato ordinato al Pub e ad altre 2 attività di Marina di Carrara (Samba e Aisha) di smontare il dehors, per via del mancato consenso degli altri condomini del palazzo dove si trovano le rispettive attività . «In realtà - spiega l'avvocato Luca Lattanzi -il regolamento comunale che disciplina le installazioni dei dehors su suolo pubblico o su suolo privato con servitù di uso pubblico, non parla di consenso da parte dei condomini. E' stata l'amministrazione comunale che ha deciso, da un paio di anni a questa parte, di interpretare il regolamento seguendo il parere dell'avvocatura comunale e allineandosi così ad una sentenza del Tar del Veneto che invece prevede il consenso come requisito essenziale per l'installazione. Ma il Tar è un tribunale amministrativo, non ha la stessa funzione della Corte di Cassazione che invece ha funzione di garantire l'uniforme interpretazione della legge e l'unità del diritto; oltretutto stiamo parlando del Veneto, non della Toscana». «Diamo fastidio per via del rumore - racconta Davide Gigli -ma io ho bisogno di lavorare: io e i 9 dipendenti che ha Porfirio. E' dal 2000 che c'è il gazebo - si sfoga Davide - avevo comperato il bar nel 2008, acquistando anche il gazebo, adesso che l'ho dovuto togliere, se dovessi rivenderlo per me sarebbe una perdita economica insopportabile. Oltretutto ho dovuto pagare migliaia di euro di multa e ora mi impongono di restare chiuso per 5 giorni. Come faccio? Se non tengo aperto non pago bollette, non pago i dipendenti». «Davide ha dovuto pagare 12 multe che gli sono state inflitte per via della mancata ottemperanza all'ordinanza esecutiva che gli imponeva di smantellare la struttura - interviene l'avvocato Lattanzi - L'ordinanza era esecutiva, noi non abbiamo impugnato l'ordinanza e Davide non ha smantellato subito, è vero, ma comunque di prassi lasciano un congruo periodo di tempo al destinatario prima di intervenire multando. Senza considerare che le multe non gli sono state notificate subito, ma tutte e 12 in una sola volta: cioè la polizia municipale passava, prendeva nota che nel tal giorno, nell'arco di questo mese da quando è uscita l'ordinanza, il Porfirio non aveva smantellato il gazebo e poi ha notificato le multe tutte quante insieme». Dal momento dell'emissione dell'ordinanza, Davide e il suo avvocato stavano cercando di risolvere la questione in via "amichevole" con l'Amministrazione per ottenere delle proroghe e comunque il permesso di lasciare almeno gli ombrelloni e i tavoli e salvare così la stagione. Ma le sue richieste per ora sono rimaste inascoltate. L'assessore Riccardo Coppola osserva: «L'Amministrazione ha interesse che le attività siano in grado di lavorare, però dobbiamo anche bilanciare le cose. Queste attività devono essere sostenibili e purtroppo tra i titolari dell'attività e i vicini condomini si è arrivati ad una conflittualità di convivenza irrisolvibile».
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