Il Tirreno

Riva Ronchi ricorre al Tar vuole 2 milioni dal Comune

Riva Ronchi ricorre al Tar vuole 2 milioni dal Comune

Offensiva legale per la restituzione degli oneri di urbanizzazione già versati dopo che il divieto a edificare in quella zona perché ad alto rischio idraulico

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MASSA. Il maxi albergo da 120mila metri cubi non si farà più: cancellato, cassato dopo anni di polemiche. Perchè quell’area dei Ronchi – nel corso delle verifiche per la stesura del Regolamento urbanistico – è stata classificata come una zona a rischio alluvioni, un’area Pime, ovvero “ad alta pericolosità idraulica”. Ed è chiaro che dove c’è un alto rischio idraulico non si può costruire un albergo. Caso chiuso? No. La vicenda di Riva dei Ronchi sembra non voler finire mai e adesso di apree un nuovo contenzioso. La società che doveva realizzare il comparto turistico-residenziale – che si chiama, appunto Riva dei Ronchi Srl. (e che è in liquidazione) – dopo avere letto quanto scritto nel Regolamento urbanistico di Massa, torna alla carica. Per chiedere soldi al Comune. Per ottenere la restituzione dei contributi di concessione versati nelle casse del municipio di Massa nell’ormai lontano 1994, cioè nel momento in cui la società ritirò la concessione edilizia per la realizzazione del comparto fra viale della Repubblica, via dei Ronchi e via dei Canneti. E si tratta di parecchi soldi: 2 milioni di euro circa, una somma non certo irrilevante per i conti del Comune. “Gli oneri di urbanizzazione – ragiona Riva dei Ronchi – sono dovuti da ogni “costruttore” come contributo per realizzare quelle opere, dalle fognature, alle strade, all’illuminazione pubblica, connesse all’intervento edilizio in questione. Ma è chiaro che se l’intervento non si realizza, quel contributo deve essere restituito”. La Riva dei Ronchi, tramite i suoi liquidatori, si è rivolta dunque (lo ha fatto alcuni mesi fa) all’amministrazione con una lettera in cui chiede indietro i due milioni. E adesso, visto che, evidentemente, non ha ottenuto risposta, torna a “sostenere” la sua richiesta con un ricorso al Tar della Toscana, affinchè “accerti il diritto della Riva dei Ronchi Srl. alla restituzione del contributo di concessione”. All’iniziativa legale della società, presentata tramite gli avvocati Marco Annoni e Andrea Grazzini, il Comune, ovviamente, farà resistenza e ha già deliberato la costituzione in giudizio davanti al tribunale amministrativo.

Ma, intanto, a palazzo civico, già si studia come parare il colpo di un’eventuale sentenza che obligasse il Comune a restituiree quei due milioni di euro. Una strada potrebbe essere quella di ricorrere alla formula della perequazione. Tradotto: Riva dei Ronchi effettua interventi nella zona per ridurre il rischio idraulico (in modo che l’area umida ricada in zona non più Pime ma Pie); in cambio il Comune concede il permesso a costruire, anche se con volumetrie ben più contenute. Solo un’ipotesi, per ora.c.f.

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