Sempre più anziani e malati ma sempre meno sanità
Come salvaguardare il Sant’Antonio Abate? Come tutelare la popolazione? Ecco come rispondono i quattro candidati a sindaco di Pontremoli
La Costituzione ci spiega che "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività" e quindi una offerta santaria dignitosa deve essere garantita anche nei territori a bassa intensità abitativa e montani e non può essere sacrificata a logiche economiche. La riduzione dei posti letto e del personale; la soppressione delle specialistiche; l'imposizione dei ticket tra i più alti d'Italia; liste di attesa bloccate o appuntamenti lontani dal proprio domicilio dimostrano lo smantellamento di quello che un tempo era l'eccellente sanità toscana. L'impoverimento del servizio pubblico costringe il cittadino a rivolgersi all'assistenza privata per chi può permetterselo ma compromette l'accesso alle cure per le fasce più deboli. Tutto questo ci dice che il diritto alla salute è a rischio. È strumentale pensare di poter difendere l'ospedale di Pontremoli chiamando i cittadini alla sterile protesta solo in chiave elettorale, come fatto dall'amministrazione di centrodestra o pensare che sarà sufficente essere in rapporto "amichevole" con la Regione, come ipotizza il Pd, significa solo fornire un alibi per smantellare il Servizio Sanitario Nazionale e spianare la strada alla privatizzazione della sanità. Bisogna invece essere fermamente contrari alla visione politica che è responsabile di quei provvedimenti legislativi. Il governo Renzi ha sottratto al Fondo Sanitario 6,7 miliardi, che arrivano a 20 con i tagli previsti fino al 2019. Per la Toscana vogliono dire 450 milioni in meno per la sanità. Rossi ha prima annunciato "la sanità non può essere il borsellino con cui risanare le casse dello Stato", ma poi si è velocemente adeguato. Le delibere regionali che hanno "riorganizzato" la sanità Toscana hanno portato all'accorpamento delle Asl in tre Aree Vaste creando strutture gigantesche, sotto il diretto controllo politico del Governatore, lontane dai bisogni reali dei territori penalizzando le realtà periferiche.
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