Sicurezza
Ronde soft, c’è il via libera parte il controllo di vicinato
I cittadini potranno formare gruppi “di osservazione” del loro quartiere per contrastare la criminalità e il degrado. «Vietata l’appartenenza a partiti»
MASSA. Il primo disco verde è arrivato: quello del Comitato di ordine e sicurezza pubblica provinciale; la definitiva approvazione da parte del ministero dell?Interno è attesa a breve. Può dunque decollare il “Controllo del vicinato”, cioè una forma di controllo del territorio fatta dai cittadini per contrastare la criminalità: una specie di “ronde soft”.
Si tratta, in pratica, di attivare, attraverso il recupero delle regole di buon vicinato, la partecipazione dei residenti a sostegno delle azioni di controllo e di prevenzione della microcriminalità. L’obiettivo, siega l’amministrazione, «è di incentivare la collaborazione fra cittadini e fra questi e le forze dell’ordine, per incrementare il senso di sicurezza generalmente percepito, prevenire episodi di maleducazione, inciviltà o di degrado urbano, rafforzare lo spirito di appartenenza alla medesima comunità, promuovere formule di reciproca attenzione e di vicinato solidale». Il protocollo d’intesa sottoscritto con la prefettura prevede la costituzione di “Gruppi di controllo di vicinato” formati da cittadini i cui nomi verranno comunicati alla polizia municipale e saranno pubblicati sul sito istituzionale del Comune.
Compito principale di questi gruppi di cittadini – i quali, specifica l’amministrazione, non dovranno mai assumere iniziative proprie astenendosi sempre da comportamenti incauti e imprudenti – sarà di mera osservazione e di segnalare, attraverso il 112, il 113 o il centralino dei vigili urbani, informazioni alle forze di polizia circa situazioni anomale e difformi dall’ordinario che accadano nei loro quartieri di residenza.
Un’iniziativa di monitoraggio, insomma, gestita dai cittadini. E saranno gli stessi cittadini interessati ad attivare questi Gruppi di controllo di vicinato a dover coinvolgere altri residenti del medesimo quartiere o frazione di città, stilare un elenco di volontari disposti a partecipare al Gruppo, indicando le proprie generalità e i dati anagrafici quindi nominare un referente per ciascun gruppo. I referenti di questi gruppi «non dovranno essere espressione di partiti o movimenti politici, né appartenere ad organizzazioni sindacali né essere in alcun modo e titolo riferibili ad essi».
Entro il 30 giugno, gli elenchi con i nomi dei partecipanti ai singoli gruppi dovranno pervenire al Comando di polizia municipale. Prima di dare il via all’operazione, comunque, il Comune convocherà un’assemblea fra referenti dei vari comitati e ad organizzare i passaggi successivi.
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