Attenzione
Rissa al Baraonda: «Così Nicholas fu aggredito e ferito»
MASSA. «Nicholas fu aggredito, non ci fu una “rissa”: il ragazzo stava bevendo un cocktail nel giardino del Baraonda, quando venne colpito. Cercò di difendersi, con uno sgabello che usò non per...
MASSA. «Nicholas fu aggredito, non ci fu una “rissa”: il ragazzo stava bevendo un cocktail nel giardino del Baraonda, quando venne colpito. Cercò di difendersi, con uno sgabello che usò non per colpire, ma per tenere a distanza chi lo stava picchiando. Lo teneva basso, non lo brandiva come un’arma. Quello sgabello, poi, gli fu strappato di mano e con esso fu ancora colpito. Il mio assistito, ripeto, è stato vittima di un’aggressione come è emerso in modo netto dal dibattimento, attraverso l’esame di molti testimoni».
All’indomani della sentenza di condanna dei fratelli Andrea ed Elisa Mazzi (4 anni per lesioni aggravate e tentata estorsione al primo, 3 anni e sei mesi alla seconda) e di Andrea Benedetti (anch’egli condannato a 4 anni e sei mesi di reclusione) per la rissa al Baraonda del maggio 2013, è l’avvocato Emiliano Guerra, legale di parte civile di Nicholas Bertelloni, a ripercorrere i momenti salienti di quella serata di violenze. «È, vero – prosegue nella sua ricostruzione che intende chiarire, come del resto è emerso anche in aula, che il giovane suo assistito non aveva cercato la rissa e fu vittima della violenza altrui – che in quei momenti nella discoteca volò di tutto: sedie, bottiglie, tavolini. Ma a scatenare il putiferio, a lanciare oggetti, non furono gli amici di Nicholas, ma altre persone: anche questo è emerso con chiarezza nel corso del processo. Ci sono testimonianze precise in battimento e la sentenza di condanna lo conferma. Semmai – conclude l’avvocato – gli amici di Bertelloni cercarono di difendere il ragazzo dalle botte, provando a placare gli animi».
Una notte d’inferno, comunque. Che è costata al giovane Nicholas una lesione permanente a un occhio e ai tre aggressori una pesante condanna.
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