Lutto
La banca fa un tasso usurario Cassazione dà ragione al cliente
MASSA. Quel tasso applicato dalla banca era a tutti gli effetti un tasso usurario: superava il 25 percento e stava mettendo in difficoltà l’imprenditore lunigianese che aveva chiesto un prestito all’i...
MASSA. Quel tasso applicato dalla banca era a tutti gli effetti un tasso usurario: superava il 25 percento e stava mettendo in difficoltà l’imprenditore lunigianese che aveva chiesto un prestito all’istituto. Lo ha gridato ai quattro venti, prima andando a protestare in banca, poi il passo successivo è stato quello di rivolgersi all’arbitro bancario e finanziario. Ma pure quest’ultimo aveva dato giudizio negativo.
E così il cliente della banca si è rivolto all’avvocato Enrico Di Martino, presentando una denuncia alla procura di Piacenza (dove si trovava la filiale messa sotto accusa). Il legale ottiene il parere favorevole dell’associazione Federitalia e chiede al sostituto procuratore che si occupa del fascicolo di fare luce sulla vicenda. Il magistrato nomina un consulente e il perito stabilisce che non si tratta di tasso usurario, nonostante sia decisamente alto rientra nei parametri. Il sostituto procuratore archivia tutto. Ma il legale del cliente della banca non ci sta, anche perché il consulente è un ex di Banca d’Italia, ovvero è di parte. Parte così il ricorso in cassazione, che fa leva proprio sul parere di Federitalia contro il decreto di archiviazione del gip di Piacenza: la suprema corte ha accolto le richieste di Di Martino senza rinvio l'ordinanza del giudice dell’indagini preliminari e ordinando al pubblico ministero di procedere con l'azione penale.
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