Attenzione
Il tribunale di Massa cade a pezzi. L’aula della Corte d'assise off limits
Da oltre due mesi gli operai aspettano di poter ripristinare il controsoffitto. E anche l’impianto sonoro finisce ko
MASSA. Sono più di due mesi ormai che un’ala dell’aula di corte di assise del tribunale di Massa è off limits a causa delle infiltrazioni di acqua. Il rischio è che possano cadere dei pezzi di controsoffitto. E questo da marzo, da quando cioè è venuto giù un temporale intenso. Proprio l’acqua che si è depositata sul tetto del palazzo di giustizia ha provocato un’infiltrazione che ha danneggiato parte del cartongesso che serve a coprire l’impianto di condizionamento e quello elettrico. La presenza di fili ha accelerato i tempi dell’intervento. Così gli operai hanno tolto diversi pannelli e hanno iniziato a coprire la fessura da dove è entrata l’acqua piovana. Da allora non è successo più nulla: c’è il nastro a impedire il passaggio e i buchi nella struttura che sorregge il cartongesso.
Ci vorrà del tempo prima di poter ritornare a sedere sul lato destro dell’aula di assise, quella per intenderci dove si tengono i processi più importanti. Il palazzo di giustizia ha gravi problemi strutturali e spesso quando piove con maggiore insistenza nei locali si formano delle pozzanghere. Soprattutto nel piano che ospita la sezione civile. Ma alcuni lavori di ristrutturazione sembravano aver risolto in parte le cose. Fino a quando il temporale ha creato quell’infiltrazione che ha messo fuori uso l’aula più importante.
Ma non è soltanto questo a dare una brutta immagine della giustizia apuana. La settimana scorsa, sempre nell’aula di corte d’assise, durante un’udienza per un furto di un cellulare l’impianto sonoro ha smesso di funzionare. E il giudice Alessandro Trinci, suo malgrado, è stato costretto a sospendere i lavori perché senza l’amplificazione era impossibile registrare le deposizioni dei testi. E sono stati chiamati i tecnici per risolvere il problema. Ma c’è voluto parecchio tempo prima di trovare il guasto e riparalo. Insomma, si è persa quasi un’ora. E alcuni processi sono slittati a data da destinarsi. Ma il disagio più grande forse lo ha avuto il teste che si è recato in tribunale di buon’ora per fare il suo dovere e con quel pizzico di apprensione che hanno tutti quando si trovano davanti giudici e avvocati.
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