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caso banca apuana

I soci ora puntano a recuperare subito il 60% dei crediti

I soci ora puntano a recuperare subito il 60% dei crediti

CARRARA. È salita un po’ di tensione in Sala Marmoteca, al complesso fieristico dove si è svolta l’assemblea dei soci della Banca Apuana. Il nocciolo della questione su cui i soci sono stati chiamati...

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CARRARA. È salita un po’ di tensione in Sala Marmoteca, al complesso fieristico dove si è svolta l’assemblea dei soci della Banca Apuana. Il nocciolo della questione su cui i soci sono stati chiamati a decidere, motivo del controverso dibattito, è la sorte di 2.100.000 euro presenti nel bilancio intermedio di liquidazione, a titolo di credito d’imposta, (relativo cioè a imposte anticipate dalla Banca sugli esercizi successivi) e di 3.182.467 euro anch’essi in bilancio e corrispondenti alle disponibilità liquide. L’antefatto vede l’assemblea straordinaria dei soci di Banca Apuana approvare, il 15 marzo 2014, la proposta di messa in liquidazione volontaria e la cessione dell’intero ramo d’azienda alla Banca della Versilia, Lunigiana e Garfagnana. La liquidatrice professoressa Dianora Poletti, incaricata alla liquidazione della Banca, dopo aver redatto il bilancio intermedio di liquidazione ha dovuto convocare i soci in assemblea perché decidessero in che modo procedere per la riscossione di questo credito. I soci dovevano cioè scegliere tra l’ipotesi di spartirsi subito le disponibilità liquide in bilancio (i 3.182.467 euro appunto) e redigere il bilancio finale di liquidazione, riconoscendo ai singoli soci la quota del credito di imposta spettante a ciascuno (i 2.100.000 euro complessivi appunto), per ottenerne quindi il rimborso totale, anche se questo sarebbe avvenuto non in tempi strettissimi (si parlava del 2020) oppure aspettare, non chiudere adesso il bilancio finale, per trovare una società di factoring disposta ad acquistare il credito, negoziando con lei una percentuale di rimborso e ottenere un rimborso parziale ma in tempi rapidi. Dei 2000 soci della Banca Apuana in liquidazione volontaria (unico caso in Italia), i 47 presenti in assemblea, si sono divisi: c’era chi sosteneva di adottare la strada di chiudere il bilancio finale e rapportarsi con l’Agenzia delle Entrate per vedersi restituire tutti i 2.100.000 di credito anche se questo avrebbe comportato il dover aspettare anni e c’era chi invece sosteneva l’ipotesi della vendita immediata a una società, anche se questo avrebbe comportato rinunciare a una parte del credito. I sostenitori di questa ipotesi, in particolare, ritenevano che, viste le difficoltà che si stavano profilando di vedersi restituire interamente la loro quota nominale sociale, avendone ricevuto solo un parziale rimborso, il 40% nel Dicembre del 2014 e quindi con il timore di vedere sfumare la restituzione del restante 60%, si dovesse agire subito, vendendo il credito d'imposta a un prezzo che, anche se non permetteva di arrivare alla restituzione del 100% del credito, comunque poteva garantire ai soci il rientro di una somma corrispondente a quel 60%. Ed è stata questa la tesi votata dalla maggioranza dei soci, con mandato conferito alla liquidatrice di trovare, entro il 30 settembre, una società disposta a pagare per l’acquisto del credito, una somma che faccia recuperare ai soci l’importo corrispondente a quel 60%. Ma dato il numero esiguo dei soci partecipanti, la liquidatrice probabilmente dovrà indire una nuova assemblea per rendere conto del risultato ottenuto. Nel frattempo i soci che vorranno prendere contatto con la Banca Apuana o trovare informazioni utili potranno cercare sul sito della Banca della Versilia, Lunigiana e Garfagnana, www.bccversilia.it/contatti.

Francesca Vatteroni

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