Il dolore
Cinese sposa un'apuana, ma è solo per finta
L'uomo voleva ottenere la cittadinanza e dopo due giorni dalle nozze era tornato a casa sua. La storia, scoperta dalla polizia, è finita anche davanti al Tar
MASSA. Anche i cinesi si sposano gli italiani per avere la cittadinanza. La storia che stiamo per raccontare però è finita davanti al Tar della Toscana e i giudici hanno annullato il matrimonio contratto dal signor Lin e una apuana. Perché non c’erano i presupposti, dato che i due colombi dopo neppure un paio di mesi non stavano neppure più insieme. L’uomo aveva chiesto la cittadinanza e l’ufficio immigrazione della questura di Massa Carrara aveva voluto vederci chiaro, scoprendo che si trattava di un matrimonio fittizio (dopo pochi giorni si erano già separati) e quindi da annullare. Lin però si è opposto e ha chiesto il parere del tribunale amministrativo, dove è andato a raccontare che quel sì che aveva detto non era interessato ma arrivava direttamente dal cuore. Suo e della sua dolce metà. Arringa che però non è servita a convincere i giudici che hanno mostrato pollice verso al suo ricorso. In più lo hanno condannato a pagare una multa di duemila euro. Lasciando però una porta aperta alla speranza: per difetto di giurisdizione il Tar non entra nel merito e consiglia di andare dal giudice ordinari.
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Ma questo dei matrimoni fittizi è un fenomeno che nella nostra provincia sta cominciando a prendere piede. Sono soprattutto nordafricani (uomini e donen) quelli che provano ad accasarsi per avere il permesso di soggiorno, ma i controlli sono davvero rigidi. E per colpa di questi furbetti chi si sposa veramente viene passato ai raggi x più volte prima di strappare il via libera al permesso di soggiorno. Avanti con gli anni, celibe o vedovo, in genere depresso perché solo, ma con una buona disponibilità economica, quindi benestante. È l’uomo ideale per i matrimoni fittizi, rapidissimi, tra italiani e straniere, celebrati per consentire alle migranti di ottenere in questura il documento che permetta loro la permanenza regolare in Italia. La dona che sposa uno straniero invece è solitamente sulla quarantina e lo fa per dare una mano a un amico oppure perché ha il suo tornaconto economico.
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