Il Tirreno

«Sulle mense una soluzione assurda»

«Sulle mense una soluzione assurda»

La 28 Aprile contro il Comune: la commissione snobbata perché non in linea con la giunta Volpi

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MASSA. La commissione mense del comune di Massa apre il vaso di Pandora sul servizio più delicato del settore e, invitata all'ultima commissione consiliare Istruzione, alcuni dei suoi componenti tornano a mettere sul tavolo diverse criticità, che già erano venute a galla nei mesi scorsi. Parlano di mozzarelle che si è scoperto arrivare dalla Germania, di frutta che cambia ogni volta provenienza; di sugo al pomodoro per condire la pasta che all'ultimo momento viene sostituito con olio e formaggio; dell'acqua in bottiglia che ogni singolo bambino è costretto a portarsi da casa (ma in realtà la scelta dell’amministrazione è di dare ai piccoli l’acqua del rubinetto).

Ma la commissione mensa accusa anche l’amministrazione di non aver «più voluto incontrare la commissione in veste collegiale, ma ha preferito parlare con i singoli rappresentanti di ogni plesso». E sulla questione interviene anche la consigliera comunale (ed ex assessora all’Istruzione) degli Arancioni Carmen Menchini, commentando gli ultimi risvolti del caso mense. «Secondo l'assessore al personale del Comune di Massa Silvana Sdoga, si sta parlando, in realtà, di una “non meglio identificata commissione mensa”, eppure – attacca Carmen Menchini – è stato proprio il Comune a nominare l'attuale commissione mense, che oggi insorge sull'intero pacchetto del servizio di refezione, creando un "caso" spinoso per l'amministrazione».

La commissione «fu nominata a febbraio- specifica la consigliera Menchini- rinnovando un organo che c'è sempre stato, formato dai rappresentanti dei genitori di ogni plesso e da rappresentanti dei docenti. Adesso- continua la Menchini- soltanto perché la commissione non è più in linea con l'operato dell'amministrazione comunale, la si vuole delegittimare».

La consigliera degli Arancioni, ha depositato due interpellanze sul funzionamento delle mense scolastiche prima ancora che scoppiasse l'ultimo caso, quello che vede il servizio bloccarsi prima del previsto, sia per le scuole primarie che per le materne, probabilmente per motivi di budget. Nelle due interpellanze della Menchini si sollevano alcuni problemi irrisolti durante l'anno scolastico: quello dell'acqua dal rubinetto fatta bere ai bambini «nonostante non vi sia nessun protocollo ufficiale firmato da Gaia e comune - sostiene la Menchini - e nonostante i casi di legionella verificatisi all'interno di più di una scuola. Le analisi dell'acqua sono sempre state tardive e troppo poco frequenti e infatti docenti e mamme provvedono all'acqua in bottiglia per tutti. Lo scandalo è che il comune possiede la Fonteviva che è la nostra acqua e che dovrebbe poter essere utilizzata nel pubblico».

La seconda interpellanza riguarda proprio il ruolo della commissione mense che, dice la Menchini, «è stata esclusa, secondo l'ultimo regolamento, dal controllo della refezione sui nidi comunali; in pratica i genitori dei bambini del nido non devono avere voce in capitolo su quello che viene dato da mangiare ai loro figli». Secondo la consigliera Menchini «la commissione per il comune è vista più come un peso che non come una risorsa». L'assessore Sdoga ha già risposto che, se il termine di fornitura del servizio è così un problema per i genitori degli alunni interessati, allora se ne discuterà con i singoli dirigenti scolastici: «Un'altra soluzione che mi sembra assurda- conclude Menchini- non si capisce come si possa permettere che ogni scuola termini il servizio mensa in un giorno diverso dall'altro. Un problema per gli orari di lavoro, per i turni degli insegnanti e un caso di disparità sociale». (mda)

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