Proteste
«No all’emotività, ecco i dati reali»
CARRARA. Massima disponibilità al dialogo e alla collaborazione sulla sicurezza ma non senza aver messo prima i puntini sulle “i”, sia sui dati relativi all’incremento dell’escavazione sia sulla...
CARRARA. Massima disponibilità al dialogo e alla collaborazione sulla sicurezza ma non senza aver messo prima i puntini sulle “i”, sia sui dati relativi all’incremento dell’escavazione sia sulla “sostenibilità” delle leggi che tutti siamo chiamati a rispettare. E’ stato un intervento forte quello che Erich Lucchetti - ormai ex presidente di Assindustria Massa-Carrara, da poche ore vice presidente vicario di Confindustria Livorno e Massa-Carrara – ha tenuto in occasione del convegno “Senza legalità non c’è sviluppo” organizzato da Fillea Cgil in una sala conferenza del centro direzionale di Carrara Fiere gremita di lavoratori e imprenditori.
Rispondendo ai dati snocciolati dal segretario nazionale di Fillea, il leader degli industriali apuani ha affermato la necessità di «ridimensionare i dati che vengono divulgati sulla scia dell’emotività, che non sono corretti e che spingono molti a parlare di escavazione selvaggia». Secondo Lucchetti le cifre ufficiali sono diverse e smentiscono i sostenitori della “rapina del monte”: «I dati del comune ci dicono che tra il 1996 e il 2015 sono state estratte 18 milioni di tonnellate di marmo, mentre tra il 1950 e il 1995 addirittura 30 milioni». Stando alle cifre snocciolate del leader di Assindustria, la media annuale dell’escavato sarebbe passata dalle 600 mila tonnellate all’anno che venivano estratte prima della metà degli anni ’90 alle attuali 900 mila tonnellate. L’incremento dunque sarebbe ben più contenuto di quello indicato da alcuni sindacati, da parte dei lavoratori e dagli ambientalisti. E dopo aver replicato a chi sostiene che l’aumento degli incidenti sarebbe imputabile anche all’escavazione selvaggia, Lucchetti ha indicato la ricetta degli imprenditori: «Noi siamo per la formazione e la prevenzione che servono più della repressione» ha proseguito Lucchetti annunciando che la sua associazione ha già lanciato una campagna di sensibilizzazione sui temi della sicurezza, per verificare – tra le altre cose – come vengono recepite e applicate le norme. «Sì dunque al rispetto della legalità ma le leggi devono essere un motore di propulsione per lo sviluppo e va detto che non sempre lo sono» ha poi polemizzato il presidente degli industriali, citando esplicitamente la norma della legge regionale 35 che consente ai municipi di fissare l’aliquota dei canoni sul valore del materiale estratto fino al 15%.
«Carrara ha scelto il massimo, altri comuni no, dunque non c’è uniformità sul territorio regionale. E poi la percentuale non è tarata sulla capacità contributiva delle diverse aziende ed è più alta di quanto pagano le aziende del petrolio in Basilicata, che versano solo il 12%» ha aggiunto Lucchetti. E sempre sulla legge regionale approvata un anno fa il presidente ha aggiunto: «Si punta a lavorare in loco almeno il 50% del materiale estratto ma a Massa-Carrara siamo già al 46%: noi siamo impegnati a migliorare ancora ma non siamo all’anno zero» ha concluso il numero uno di Assindustria in mezzo agli applausi della platea.(c.ch.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
